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di Alessandro Salemi

Il Giorno, 16 maggio 2026

Hanno vinto i Geniattori. O meglio, la compagnia di detenuti della casa circondariale di Monza guidata dalla direzione artistica dei Geniattori, con lo spettacolo Momentum. E così è accaduto che Monza ha premiato Monza, al termine di una rassegna teatrale gestita proprio dai Geniattori e da Le Crisalidi (sotto la guida di Mauro Sironi e Serena Andreani), le due realtà che si occupano di fare teatro alla casa circondariale monzese. Si è celebrata al Teatro Binario 7 la serata conclusiva di “Secondo Atto-Festival di Teatro Carcere e Comunità”, il primo festival cittadino interamente dedicato alle esperienze teatrali nate negli istituti penitenziari.

Il progetto - costruito dal Comune e dalla casa circondariale - ha coinvolto compagnie provenienti da altri istituti penitenziari lombardi, dando vita a una rassegna di cinque appuntamenti dentro e fuori le mura.

Si sono fronteggiati quattro spettacoli di altrettante diverse compagnie: “Errare Humanum Est” dell’associazione Puntozero dell’Istituto penale minorile Beccaria, “Ancora Fermi” de Le Crisalidi, “Il Pinocchio” degli Arci Corpi Bollati (del penitenziario di Bollate) e Momentum dei Geniattori. La serata conclusiva è stata animata dal concerto pop-rock della Freedom Sounds, band del carcere di Bollate che unisce detenuti e agenti della polizia penitenziaria in un mix di bravura. Poi le premiazioni: per migliori attori, esibizione canora, testo, regia (Serena Andreani) e spettacolo.

La giura era composta dall’attrice Rossana Carretto, dall’avvocato penalista Antonella Calcaterra, dall’ex detenuto Michele Di Dedda, dal giornalista Enrico Rotondi e dal garante dei detenuti della casa circondariale di Monza, Roberto Rampi, che durante la serata non ha nascosto dell’amarezza per la mancata possibilità per i detenuti di essere presenti alla premiazione. Momentum ha colpito la giuria per la profondità.

È uno spettacolo che indaga l’importanza del momento cruciale. La trama, in un intreccio di storie personali, si sviluppa ponendo una domanda fondamentale: cosa succederebbe se decidessimo di cogliere quell’attimo, o se invece lo lasciassimo scivolare via?