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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 28 settembre 2019

 

Il Ministero ha disposto l'allontanamento degli agenti coinvolti. "Risale al 13 agosto scorso la comunicazione con la quale l'Amministrazione penitenziaria informava la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza di "comportamenti non consoni di alcuni Operatori di Polizia Penitenziaria"". Lo si legge in una nota il ministero della Giustizia che fa riferimento a un pestaggio che sarebbe avvenuto il 3 agosto 2019 a un detenuto ristretto nell'istituto lombardo. È stata l'associazione Antigone, che si occupa per i diritti dei detenuti, a segnalare il caso al Dap tramite Pietro Buffa, il provveditorato della regione Lombardia.

Nell'esposto presentato alla Procura, il presidente di Antigone Patrizio Gonnella riferisce che il detenuto sostiene che gli sia stato fatto firmare un foglio in cui dichiarava di essersi fatto male da solo. "Il medico che lo ha visitato non ha refertato alcuna lesione", spiega Gonnella. Inutile far notare, che, a differenza di Monza, la dottoressa del carcere di San Gimignano ha invece evidenziato le lesioni del detenuto che sarebbe stato pestato e segnalato alla Asl locale che, a sua volta, ha inoltratato il tutto, come notizia di reato, alla procura competente.

In seguito all'aggressione a Monza, il detenuto è stato messo in isolamento per quindici giorni e, durante questo periodo, è stato visto dalla suora che frequenta il carcere. L'uomo, che sostiene di essere in grado di riconoscere gli autori delle violenze, a dieci giorni dal fatto è stato trasferito presso la casa circondariale di Modena. Qui al momento dell'ingresso in carcere a seguito di visita medica gli sono state riscontrate le lesioni ancora presenti e gli sono stati dati sette giorni di prognosi. Si è attivata, come di consueto in questi casi, anche l'autorità del garante nazionale delle persone private della libertà.

"Sono stati messi a nostra disposizione i filmati registrati dalle videocamere interne all'Istituto che - spiega il Garante Mauro Palma - abbiamo subito trasmesso alla Procura". Inoltre, "precauzionalmente - aggiunge sempre il Garante - abbiamo chiesto l'apertura della procedura disciplinare nei confronti delle persone sospettate dei reati, eventualmente da sospendere in attesa degli esiti della procedura penale".

Come ha precisato il ministero della Giustizia, in seguito alla segnalazione, l'Amministrazione penitenziaria disponeva la sospensione del procedimento disciplinare e della sanzione dell'esclusione dalle attività in comune. Al tempo stesso procedeva ad assegnare "il personale coinvolto in diversa misura nella vicenda in posti di servizio non a contatto con la popolazione detenuta, in attesa delle valutazioni dell'Autorità giudiziaria".

Infine "successivamente alla segnalazione alla Procura e al Provveditorato regionale lombardo dell'Amministrazione penitenziaria, gli atti venivano inviati alla Direzione generale del personale del Dap, per le valutazioni disciplinari di competenza in merito a "comportamento delle unità di Polizia Penitenziaria nominate in oggetto non in linea con i doveri istituzionali".