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di Alessandro Salemi

Il Giorno, 30 settembre 2025

Oggi cala ufficialmente il sipario su Sintesi 4.0, il progetto di inclusione sociale e lavorativa per i detenuti della casa circondariale di via Sanquirico, prorogato da gennaio. Il futuro porta il nome di Sintesi 5.0, ma per il nuovo programma manca ancora la conferma dei finanziamenti da parte di Regione Lombardia. Gli auspici, però, restano positivi: con l’ok atteso a breve, il reinserimento dei detenuti potrebbe contare su percorsi più mirati e sfaccettati.

A fare il punto, settimana scorsa, è stato l’assessore al Welfare di Monza, Egidio Riva, rispondendo a una richiesta di aggiornamento avanzata dai consiglieri comunali Ilaria Guffanti (MonzAttiva e Solidale) e Pier Franco Maffè (Forza Italia). Il progetto, nato in collaborazione con Afol Monza e Brianza, mira a fornire strumenti concreti per la vita oltre le sbarre: formazione, sostegno psicologico, supporto familiare e possibilità di lavoro. Il nuovo capitolo mette sul tavolo 350mila euro, in parte cofinanziati dall’Unione Europea.

Una cifra leggermente inferiore al passato - “prima erano 360mila complessivi sui tre anni, con 120mila all’anno”, ha ricordato Riva - ma con una novità rilevante: la durata si allunga a tre anni, garantendo maggiore continuità agli interventi. Per la prima volta nella co-progettazione è stata coinvolta la direzione carceraria. Una scelta che “ha permesso di potenziare il lavoro degli agenti di rete, concentrandosi non solo sul detenuto ma anche sulla sua famiglia e sulla comunità”.

Le sei linee di intervento vanno dal sostegno alle persone fragili alla mediazione dei conflitti familiari, fino all’inclusione attiva con percorsi propedeutici al lavoro e all’autonomia abitativa. Due filoni sono invece legati alla giustizia riparativa, in coordinamento con il ministero della Giustizia. Il modello vanta partnership preziose, come quelle con l’Uepe e Confartigianato. Il Comune di Monza lavorerà a stretto contatto con il Consorzio Desio Brianza (CoDeBri) per le fasi di riparazione e reinserimento. Resta, tuttavia, l’incognita delle risorse. “Siamo davanti a un tema strutturale, non a un’emergenza - avverte Riva -. Servono interventi stabili, che vadano oltre i finanziamenti a termine”.