di Dario Crippa
Il Giorno, 21 febbraio 2026
Il progetto dell’osteopata e preparatore atletico Massimo Messina. L’impegno: abbiamo già inaugurato le strutture con gli attrezzi che mancavano. Un personal trainer dietro le sbarre. Ma non per colpa, bensì per scelta e spirito di sacrificio. Per portare un progetto utile e salutare alla popolazione rinchiusa alla casa circondariale di Monza. “Perché i detenuti non sono diversi da noi. E hanno diritto a stare bene”. Parola di Massimo Messina, “iron man” nel corpo (ne ha già corsi diversi) e nella mente, un curriculum sterminato come personal trainer, appunto, ma anche una laurea in Scienze motorie, preparatore atletico, osteopata, massofisioterapista, biologo nutrizionista. Con grande senso dello sport e delle sfide, dato che è stato preparatore atletico della Nazionale dilettantistica maschile di golf per 12 anni e della Nazionale dell’Azerbaigian di canoa e kayak per 4. Perfino osteopata per cani e cavalli.
E soprattutto un cuore grande. A cui un giorno è ricorso per varcare le porte della casa circondariale più sovraffollata e bistrattata del territorio per sottoporre un’idea alla sua direttrice, Cosima Buccoliero, da sempre impegnatissima nel recupero dei detenuti: il Progetto Salute e Benessere in carcere. “Sono molto contento e onorato - spiega Massimo Messina - Si tratta di un progetto ideato e e voluto dalla dottoressa Cosima Buccoliero e da me, e con l’aiuto dell’assistente tecnico del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria Fulvio Manca, per cercare di aiutare i carcerati attraverso i tre pilastri della salute e del benessere: attività fisica e un corretto riposo durante la notte; alimentazione corretta; prevenzione e cura dei problemi fisici”.
Aspetti trascurati dietro le sbarre. “Il nostro primo obiettivo - spiega sempre Messina - è stato risistemare le due palestre ubicate alla casa circondariale di Monza, e attraverso donazioni, abbiamo fornito attrezzature da palestra nuove o simil nuove, che sono andate a sostituire quelle non più funzionanti o a colmare le mancanze che c’erano”. E questo è stato fatto dopo un lavoro di mesi e ha portato negli scorsi giorni all’inaugurazione delle palestre, dopo pulizie straordinarie e intonacatura dei locali, delle due palestre, fornite già dei primi attrezzi. “Il primo passo per cercare di aiutare tutti quelli che sono in un momento di difficoltà è cercare di sostenerli e seguirli nel tempo, attraverso un’attività fisica che sicuramente li aiuta nel benessere generale psicofisico. Ringrazio tutte quelle persone che hanno donato dei piccoli o grandi attrezzi per aiutarmi a perseguire questo progetto. Ne abbiamo bisogno ancora. I prossimi obiettivi saranno seguire i detenuti durante l’attività fisica con schede personalizzate e poi fare degli incontri per spiegare la corretta alimentazione. Successivamente punteremo anche a organizzare appuntamenti per trattare i carcerati su problematiche muscolo-scheletriche con trattamenti di osteopatia e massofisioterapici. Inoltre, durante il periodo primavera-estate, cercheremo di organizzare altre attività che andranno a implementare gli sport che vengono già svolti grazie all’impegno del CSI (il Centro Sportivo Italiano, associazione che promuove lo sport come momento di educazione e crescita e aggregazione sociale, ndr)”. E altro bolle in pentola. “Un’idea potrebbe essere proporre uno stage o delle lezioni sulla dinamica e biomeccanica della corsa, ma altre attività sono allo studio. Cercheremo inoltre di lavorare anche per il benessere della polizia penitenziaria”. Qualsiasi aiuto da parte di persone che vogliano collaborare per la fornitura gratuita di attrezzatura è ben accetto “per chi vuole dare una mano alla popolazione carceraria”. Non è semplice calarsi nella realtà carceraria, “ma bisogna entrare e dare fiducia - assicura Messina -. Io sto dando tutto me stesso”.









