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Corriere della Sera, 29 ottobre 2026

Era arrivato in Italia con un barcone quando era appena un ragazzino. Aveva 15 anni, poi aveva attraversato la Penisola e si era spinto fino in Lombardia, a Milano. Era rinchiuso nel carcere di Monza dove tra lunedì e martedì notte si è tolto la vita nella cella che condivideva con un altro ragazzo. A morire è un 20enne egiziano (avrebbe compiuto 21 anni a gennaio) con alle spalle precedenti per furti e rapine. Una vita ai margini, arrivato in Italia da solo, senza famiglia, per guadagnarsi da vivere commettendo qualche reato.

Prima il carcere minorile Beccaria, da cui aveva tentato due volte l’evasione, poi quello di San Vittore e infine le mure del penitenziario di Monza, dove tra lunedì e martedì si è consumata la tragedia. “Più che carceri, servono comunità in cui ospitare questi ragazzi a cui va offerto un futuro, una possibilità”, è la riflessione dell’avvocata Arianna Barbazza che assisteva il 20enne morto suicida.