di Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio
Corriere della Sera, 19 gennaio 2025
Dall’urto alla caduta, i punti da chiarire. Il consulente della procura, l’ingegnere Domenico Romaniello, sabato mattina ha effettuato un sopralluogo sul punto dell’incidente. Si cerca di recuperare il video cancellato. Anche un drone in cielo per registrare le immagini dall’alto dell’angolo tra via Ripamonti e via Quaranta a Milano. Misurazioni accurate, dalla carreggiata all’altezza del marciapiedi, alla ricerca di dettagli che possano ricostruire finalmente cosa è successo la notte del 24 novembre quando Ramy Elgaml è morto dopo un inseguimento con i carabinieri. Il consulente della procura, l’ingegnere Domenico Romaniello, sabato mattina ha effettuato un sopralluogo sul punto dell’incidente accompagnato dagli agenti della polizia locale.
La sua consulenza dovrà chiarire le responsabilità dietro l’incidente e accertare se ci sia stato o meno un urto - successivo a quello laterale che si verifica poco prima dell’incrocio - tra il Tmax guidato da Fares Bouzidi e la pattuglia “Volpe 40” del Radiomobile che possa aver provocato la caduta. O se, invece, quell’impatto laterale precedente possa aver avuto un ruolo nella successiva perdita di controllo di Fares.
I video dalla telecamera all’angolo con via Solaroli non aiutano, a causa della prospettiva e della posizione dei due mezzi. Inoltre la prima relazione tecnica della polizia locale non ha messo in luce un altro contatto tra Tmax e Giulietta dopo quello prima dell’incrocio. E i danni rilevati sullo scooter non fanno pensare a un impatto così rovinoso come appare da una visione ad occhio nudo delle immagini. Per questo saranno fondamentali le misurazioni tecniche. I pm Marco Cirigliano e Giancarla Serafini (che indagano Fares e il vice brigadiere per omicidio stradale) avranno le prime conclusioni a breve.
Ma i fronti non si chiudono. Perché c’è un secondo filone d’indagine per depistaggio e favoreggiamento sulla cancellazione dei video dal telefono del testimone Omar E. e che vede due militari indagati. Anche qui tutto è affidato a una consulenza dell’esperto informatico Marco Tinti. Le prime indiscrezioni dicono che il video non è stato recuperato. Ma l’uso di nuovi software potrebbe cambiare le cose. Nel filone si inseriscono anche gli accertamenti sui filmati della bodycam di un militare (non indagato) mostrati da “Dritto e rovescio” che non erano agli atti: non sono stati consegnati dolosamente ai magistrati o si è trattato di un errore tecnico? Le indagini proseguono.
Intanto la destra attacca il sindaco Sala dopo che la procura ha parlato di un inseguimento eseguito nel rispetto dei regolamenti e del codice penale. “Attendiamo le reazioni di certa vergognosa sinistra che preferisce giustificare chi delinque anziché difendere le forze dell’ordine”, le parole di Matteo Salvini, leader della Lega e vicepremier.










