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di Giansandro Merli

Il Manifesto, 18 gennaio 2025

Indiscrezioni sulle indagini: non esisterebbero protocolli operativi su quando e come inseguire le persone ritenute sospette. Dalle indagini della procura di Milano sarebbe emerso che i carabinieri che il 24 novembre scorso hanno inseguito lo scooter su cui viaggiavano Fares Bouzidi e Ramy Elgaml, morto dopo che il mezzo è finito a terra, non hanno commesso violazioni o illeciti. La notizia è stata data ieri sera dall’agenzia Agi, secondo la quale i pm impegnati nell’inchiesta avrebbero rilevato che non esistono protocolli operativi su quando e come inseguire le persone ritenute sospette. Per gli inquirenti questa attività farebbe riferimento soltanto all’articolo 55 del codice penale che dice: “La polizia giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale”.

L’indiscrezione, in attesa di conferme ufficiali, arriva a sorpresa: sul tavolo della procura devono ancora essere presentate tre consulenze sulle fasi finali dell’inseguimento mortale. Una è stata chiesta dagli stessi pm, una dalla legale di Bouzidi e una dagli avvocati della famiglia di Ramy. Mancano anche riscontri dal cellulare di un testimone oculare a cui i militari avrebbero intimato di cancellare il video che ritraeva la caduta. Per il momento nel registro degli indagati sono stati iscritti il carabiniere alla guida di una delle tre gazzelle con l’ipotesi di omicidio stradale, Bouzidi per concorso nello stesso reato e altri due agenti per frode processuale, depistaggio e favoreggiamento.

Nei giorni scorsi erano stati pubblicati dei video che mostravano le volanti inseguire il T-Max con gli audio degli agenti: “Vaffanculo non è caduto”, “Chiudilo chiudilo che cade, nooo... merda non è caduto”. In seguito alla loro diffusione ci sono state proteste a Milano, Torino, Bologna e Roma con scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.