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di Liana Milella

La Repubblica, 23 agosto 2024

Un malore improvviso, il ricovero inutile in ospedale. Si apre adesso il problema della sua successione. Il co-garante Serio: “Era molto stressato nell’ultimo periodo e anche amareggiato per le polemiche sui suicidi”. Un malore improvviso, forse un infarto, è costato la vita a Felice Maurizio D’Ettore, il Garante dei detenuti scelto dal Guardasigilli Carlo Nordio e al vertice della struttura da gennaio di quest’anno. Aveva solo 64 anni. Era in Calabria con la famiglia per qualche giorno di vacanza. Un malore improvviso, l’immediato ricovero in ospedale, dove poi è morto nel giro di una dozzina di minuti. A darne l’immediata notizia il giurista Mario Serio, civilista palermitano, che fa parte del collegio del Garante, e che descrive il suo presidente come “molto stressato nell’ultimo periodo e anche amareggiato per le polemiche sui suicidi”.

D’Ettore, carattere gioviale e pronto a parlare anche con chi ne aveva contestato sia la nomina che la sua riservatezza, tant’è che si rifiutava di fare interviste, era però sempre disponibile, anche con dovizia di dettagli, a spiegare quale fosse la situazione. In un recente colloquio con Repubblica, proprio D’Ettore, alla domanda su come avrebbe risolto il problema dei suicidi e del sovraffollamento, aveva risposto semplicemente: “Chiederei al governo di metterci molti più soldi”.

A dare la notizia ufficiale della scomparsa il Guardasigilli Carlo Nordio. Che ne ricorda “con commozione l’integrità morale e la grande preparazione intellettuale, manifestata anche nella sua ultima funzione quale Garante” ed esprime “gratitudine per tutto quello che ci ha dato”. Ovviamente la scomparsa di D’Ettore, proprio in questo momento delicatissimo per le patrie galere, apre un problema per la sua sostituzione, anche se i due co-garanti, Mario Serio e l’avvocata Irma Conti sono al loro posto. Proprio Serio ha interrotto un suo viaggio all’estero per tornare immediatamente in Italia. La scelta di D’Ettore, giusto ad agosto dell’anno scorso, aveva suscitato più di una polemica. Prendeva il posto del giurista Mauro Palma - che adesso esprime cordoglio “per questa triste notizia” - che aveva retto la struttura per sette anni. La sua nomina fu contestata come troppo “politica” per via del passato di D’Ettore, ex deputato di Forza Italia, passato poi a Coraggio Italia e ancora a Fratelli d’Italia giusto a ridosso delle elezioni politiche del 2022.

Docente di diritto privato a Firenze, D’Ettore si era subito sospeso dal suo incarico. Suscitò sorpresa il fatto che non venisse audito dalle commissioni Giustizia di Camera e Senato com’è prassi, anche se informale, prima di una scelta come questa. Ma proprio alla Camera, in quella commissione, è stato poi ascoltato a lungo per parlare del dramma dei suicidi. E alla Camera era passato ancora la settimana scorsa, come racconta più di un deputato. Allegro come sempre e pronto alla battuta. A D’Ettore va riconosciuto il pregio, di pochi, di parlare anche con chi lo aveva criticato duramente.