di Liana Milella
La Repubblica, 19 maggio 2020
Il segretario di +Europa si rivolge a Renzi. Oggi l'ex ministro Boschi va a palazzo Chigi. Incerto il voto di Italia Viva contro il Guardasigilli. "Il nostro è un no alla politica fallimentare sulla giustizia di Bonafede. Pd e renziani ne traggano le conseguenze". Il segretario di Più Europa Benedetto Della Vedova spiega a Repubblica.it perché il suo gruppo ha presentato la mozione di sfiducia contro il Guardasigilli di M5S Alfonso Bonafede che sarà discussa mercoledì al Senato con quella del centrodestra.
Perché avete battezzato con il nome di Tortora la vostra mozione contro Bonafede?
"Per una ricorrenza temporale, perché proprio oggi ricorre l'anniversario della morte di Enzo Tortora. Perché lui è stato ed è l'emblema della battaglia politica e di mobilitazione per una giustizia giusta che renda operative tutte le garanzie costituzionali. Trent'anni fa in ballo c'era la carcerazione preventiva e la responsabilità dei magistrati. Oggi la nostra mozione contesta l'approccio e la politica del ministro Bonafede al di là degli episodi più recenti. Un approccio e una politica disordinata e confusa, improntata al populismo giudiziario, ai processi mediatici più che a quelli condotti nel dibattimento, a un'idea panpenalista e manettara".
Una mozione di Più Europa, cioè dei radicali, anche con Forza Italia? Non è politicamente anomalo?
"Più Europa ha anche un background radicale, ma non solo. Trovo importante che su una mozione di stampo garantista e liberale ci sia stata la convergenza anche del gruppo parlamentare al Senato di Forza Italia. Non credo ci sia da stupirsi. Abbiamo scritto la mozione, l'abbiamo inviata, abbiamo avuto un riscontro positivo su un testo limpido. Ma io ringrazio molto Forza Italia perché facciamo un'opposizione diversa, europeista e liberale rispetto a questo governo".
La vostra sfiducia è come quella di Lega e Fdl? Anche questo non è una coincidenza singolare?
"Noi siamo da subito e da sempre all'opposizione di Bonafede nel Conte Uno e nel Conte Due. Abbiamo scelto questa posizione con convinzione anche per il Conte Due denunciando la continuità con il Conte Uno soprattutto sui temi della giustizia. Stesso ministro e stessa politica. Stessi decreti sicurezza. Sulla prescrizione siamo scesi in piazza a gennaio, e da allora non è cambiato nulla. Pd e Italia viva hanno accettato che prevalesse la logica populista di Bonafede. Adesso non c'è più la prescrizione e non si vede non solo l'ombra del processo breve, ma neppure di un disegno di legge. E comunque l'abolizione della prescrizione in Italia è uno scempio giuridico".
Quindi il voto con la destra non vi imbarazza?
"Il nostro obiettivo è la sfiducia a Bonafede. Siamo stati e siamo all'opposizione. Non c'è nessun imbarazzo. Abbiamo presentato le nostre buone ragioni per la sfiducia a Bonafede. Semmai l'imbarazzo dovranno averlo i senatori del Pd e di Iv, se decideranno di confermare la fiducia al ministro del populismo giudiziario, che non si occupa di carceri, che ha una concezione meramente afflittiva della pena, che ha voluto abolire la prescrizione senza dare altri rimedi, che ha pensato di sospendere i processi in dibattimento sostituendoli con quelli a distanza (poi con una parziale correzione), che non ha nessuna idea di riformare il Csm per sminare la logica correntizia. Se poi a Pd e Iv questo ministro e questa politica della giustizia va bene, anche se il Bonafede del Conte Due è peggiore di quello del Conte Uno, allora l'imbarazzo è tutto loro".
Dica la verità, state dando una mano a Renzi con i numeri per rafforzare la sua polemica contro il governo....
"Guardi, la nostra polemica è con il governo a 360 gradi sull'economia, su Alitalia, sul Mes, sulla gestione della crisi, sulla riapertura a cui stiamo andando del tutto impreparati, senza test, senza tracciamenti, senza App. Non abbiamo problemi a riconoscere le eccezioni in questo quadro desolante, come la regolarizzazione dei migranti".
Ma Renzi allora?
"Lui deve scegliere se stare in questo governo, e quindi pensare che questo sia il governo migliore sulla giustizia e più in generale per portare l'Italia fuori dalla palude. Se lo pensano fanno un grosso errore di prospettiva. Sia perché questo non è il governo adatto per affrontare la peggiore crisi mai vista che è davanti a noi e non alle spalle. Sia perché, in termini politici, scegliere l'alleanza che diventa strutturale, come lo è per il Pd, con i populisti significa rinunciare alla costruzione di un'area europeista, liberale e riformatrice arrendendosi all'idea che in Italia o si sta con i populisti oppure con i nazionalisti".
Se cade Bonafede cade tutto il governo però...
"Questo è un problema che riguarda M5S. Noi siamo all'opposizione, quindi prima se ne va questo governo e ne arrivare uno migliore, e meglio è. Ma questa mozione per noi rappresenta la sfiducia al singolo ministro e alla sua politica. E non c'è ragione perché debba cadere tutto il governo. A meno che non sia interna ai partiti della maggioranza e al M5S, che come nella Fattoria degli animali hanno fatto la rivoluzione contro la casta e sono diventati molto peggio della casta".
Insomma, cosa vi ha spinto a presentarla? Una forma di presenzialismo al Senato?
"È un gesto di coerenza rispetto a quello che abbiamo sempre detto su questo governo e sulla politica della giustizia. E, me lo faccia aggiungere, l'impronta garantista di Più Europa, un partito che ha poco più di due anni, è chiarissima, ma soprattutto la biografia e le lotte sulla giustizia di Emma Bonino sono sotto gli occhi tutti ed è evidente che non c'è alcuna strumentalizzazione, ma la prosecuzione di un impegno decennale per una giustizia giusta".
Ma nel merito cosa rimproverate a Bonafede? Le scarcerazioni dei mafiosi? Però voi radicali siete stati sempre molto garantiresti con i malati....
"A Bonafede io rimprovero lo stato delle carceri. Non è che prima fossero meglio, ma in due anni lui non ha fatto nulla di positivo, perché la logica del populismo giudiziario è 'marcite in galera'. Quindi col Covid ci si è trovati del tutto impreparati. Poi c'è un tema di separazione dei poteri, per cui è la magistratura che decide le scarcerazioni e non il potere politico. Ma lui ha gestito in modo confuso e contraddittorio anche la fase del Covid".
E su Di Matteo? State con il pm del processo Trattativa?
"Su Di Matteo, in questa vicenda, per quel che mi riguarda, non stiamo con nessuno. È una pessima prova sia del ministro che di un membro del Csm, e ha dato luogo a uno scontro istituzionale che finisce solo per andare a danno dei detenuti e dello stato delle carceri di cui si discute non in termini di civiltà, ma solo di strumentalizzazione. Per noi mercoledì c'è in discussione il ministro e la sua politica sulla giustizia. Con o senza Bonafede continueremo a fare opposizione".










