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di Federica Olivo

huffingtonpost.it, 19 agosto 2024

Nel giorno in cui Meloni e Salvini potrebbero incontrarsi in Puglia per un punto della situazione, il Carroccio avverte gli alleati: “Se Forza Italia vota lo ius scholae con le opposizioni, è un problema”. Intanto Conte chiama a raccolta le opposizioni: “Abbiamo i numeri”. Si vocifera di un possibile incontro già oggi in Puglia fra Giorgia Meloni e Matteo Salvini per fare un punto della situazione in vista di un autunno delicatissimo, con molti dossier sul tavolo. Intanto, sulle carceri e sulla cittadinanza, Lega alza un muro nella maggioranza. Punti fermi e messaggi chiari agli alleati. In primis sull’idea accarezzata da Forza Italia di uno ius scholae: “Non se ne è mai parlato, né prima né dopo essere andati al governo. Di conseguenza, non mi sembra sia una priorità di questa maggioranza. C’è già una legge che funziona. Semmai, può essere modificata per velocizzare l’ottenimento della cittadinanza da parte di chi la richiede.

Eppure in Italia ci sono circa 900mila minori senza la cittadinanza italiana e a beneficiare di un eventuale provvedimento sullo ius scholae sarebbero circa 300mila, secondo le elaborazioni Openpolis/Con i bambini sui dati Istat, che trovano conferme presso Oxfam e Save the Children. Secondo Centinaio, se Forza Italia approvasse una nuova legge sulla cittadinanza insieme alle opposizioni “diventerebbe un problema. Vorrebbe dire ‘liberi tutti’. In Parlamento le maggioranze possono stringersi o allargarsi, ma non possono cambiare così il loro baricentro”. Per il senatore della Lega, quindi, “a settembre potrebbe essere una buona idea sedersi attorno a un tavolo per capire quali sono le priorità della maggioranza da qui alla fine della legislatura”. Comunque, “non c’è da puntare il dito su Forza Italia - sottolinea - il bello della politica è la necessità di trovare un punto di caduta tra idee diverse”.

Le opposizioni sfruttano le fratture all’interno della maggioranza. Per il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, in Parlamento ci sono i numeri per approvare lo ius scholae, mentre per Italia Viva, Forza Italia alla fine non riuscirà a superare le resistenze dei partner di governo. Ma Forza Italia insiste: “FI ha la volontà di andare avanti - assicura Giorgio Mulè, parlando al Corriere della Sera - Lavoreremo con la commissione interna del partito sui diritti, che volle lo stesso Berlusconi e che portò, con l’allora ministra Carfagna, alle prime aperture sul tema dei diritti delle coppie omosessuali e sulla omogenitorialità. È nel nostro Dna”.

Il vicepresidente del Senato in quota Lega ha poi espresso “qualche perplessità” anche rispetto alla proposta di concedere i domiciliari ai detenuti che stanno scontando l’ultimo anno di pena: “Chi controllerebbe questi ottomila detenuti che andrebbero ai domiciliari?”, si chiede Centinaio. “Le forze dell’ordine sono già sotto organico. Non vorrei che per alleviare il problema nelle carceri rischiassimo di aggravarne un altro sul territorio, dove si allenterebbero il controllo e la sicurezza”. Infine, il senatore della Lega si sofferma sul tema dell’autonomia, affermando che, in caso di stop della riforma in Parlamento, “quello per noi sarebbe ‘il problema’. Continuo a ricordare a tutti che l’autonomia è prevista dalla Costituzione. Da Forza Italia dicono che si deve pensare all’unità nazionale, ma è come chiedere l’ovvio, perché è sempre la Costituzione a garantirla. Non c’è un passaggio della legge Calderoli che dice qualcosa di diverso”.

Anche Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, sembra voler frenare sulla proposta dell’ultimo anno di pena da scontare ai domiciliari, in alcune condizioni: “La situazione delle carceri era nota già a fine 2022, quando il governo si è insediato. Chi ci ha preceduto non si era accorto di nulla? Diciamo la verità: per anni sono mancati visione e investimenti, anche di carattere ordinario. Oggi, per la prima volta, è stata approvata una riforma completa, dai temi dell’edilizia al trattamento detenuti”, dice Ostellari a Repubblica.

“I penitenziari non sono mai stati adeguati. Noi, invece, abbiamo sbloccato fondi per ristrutturare e costruire nuovi padiglioni e previsto un commissario per l’edilizia. Da domani gli spazi saranno maggiori e più salubri. Il decreto approvato contribuirà a risolvere il problema affollamento in chiave strutturale, puntando sulla rieducazione, che si fa con lavoro e formazione”. Quindi lei non nega il sovraffollamento? “No - risponde - ci sono situazioni di difficoltà, causate anche dall’inagibilità di alcune celle. Ricordo però che in Italia l’affollamento è calcolato sulla base di criteri più stringenti rispetto a quelli previsti della Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo cui deve essere assicurato uno spazio di 3 metri quadri a ciascun ristretto”.