di Ariel Pensa
Corriere della Sera, 17 marzo 2015
La collana "The Jazz Years - I più grandi album del Jazz" diventa parte integrante, già al suo nascere, del "Progetto CO2 (controllare l'odio)", iniziativa sociale finanziata dalla Siae con il patrocinio del ministero di Grazia e Giustizia, sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica. Ideato e coordinato da Franco Mussida, il progetto è stato avviato una decina di mesi fa e ha lo scopo di portare la musica strumentale nelle carceri attraverso speciali audioteche in cui i brani prescelti vengono catalogati non per generi musicali, ma per grandi stati d'animo prevalenti.
"L'idea - spiega Mussida - è molto semplice: si tratta di portare la Musica (quella con la "M" maiuscola) ai detenuti per educare all'ascolto e dare sollievo. Se poi si considera che per creare benefici nell'intimo di ciascuno la Musica ha bisogno di tempo, per essere ascoltata ed elaborata, è inutile aggiungere che il tempo è forse l'unica ricchezza di cui i detenuti dispongono".
Il progetto è triennale e per ora ha visto l'attivazione in quattro case di detenzione: Milano-Opera, il carcere di Monza, Rebibbia femminile a Roma e Napoli-Secondigliano; le audioteche sono dotate di computer, impianti audio e dieci iPad ciascuna con mille brani a disposizione che si vogliono portare a ventimila. Il suo obiettivo è dotare in futuro tutte le carceri di uno strumento artistico per consentire un naturale dialogo con la propria intimità.
"Il nome CO2 - aggiunge Mussida - nasce da una metafora: l'uomo emette di giorno, come le piante di notte, un suo invisibile veleno, un'anidride carbonica (CO2) fatta dei peggiori umori e sentimenti spesso repressi. Il senso del progetto è dunque quello di lavorare con le forze della Musica al fine di limitare le emissioni di quell'invisibile veleno emozionale che è l'odio, il risentimento cieco". La scelta di limitare la scelta a brani strumentali è stata fatta perché non vi fossero parole a influenzare i sentimenti creati dalla musica.
Nel progetto non ci sono confini tra i generi musicali, si va dalla classica al pop passando dal folk a ogni altra forma espressiva, ma non c'è dubbio che il jazz ha un ruolo determinante ed è parso quindi logico ai coordinatori del progetto "sfruttare" una collana come quella del Corriere che partiva dalle premesse di scegliere gli album fondamentali di un percorso quasi centenario. Una trentina di musicisti italiani, il primo dei quali ad aderire è stato Paolo Fresu, si faranno "sponsor" dei singoli brani scelti nella raccolta per classificarli a seconda degli stati d'animo e guidarne l'ascolto.










