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di Daniela Sacchi


ilformat.info, 25 novembre 2019

 

Musicoterapia nei penitenziari per migliorare la qualità della vita dei detenuti lungo il percorso di espiazione della pena, per favorire il recupero, la riabilitazione e il reinserimento socio-lavorativo. È l'oggetto di una petizione al Ministro della Salute Roberto Speranza, presentata in occasione del concerto "Musipax - Quando le sette note regalano la libertà". La manifestazione, che ha registrato una straordinaria partecipazione di pubblico, si è svolta domenica 24 novembre nella Basilica parrocchiale di San Gioacchino di Piazza dei Quiriti a Roma.

Il concerto ha voluto rievocare la riorganizzazione umana e sociale dopo la Prima Guerra Mondiale, in un appello ecumenico "contro le guerre e tutte le miserie, per i poveri e con i poveri, per la salute di tutti". A tal fine, Monsignor Andrea Lonardo, Direttore del Servizio per la Cultura e l'Università nella Diocesi di Roma, ha rievocato la "tregua di Natale" del 1914: una spontanea e ostinata ricerca di pace. La manifestazione è stata organizzata da C & G Academy, che sostiene una bellissima realtà socio-umanitaria nel Benin, tra i Paesi più poveri d'Africa: la Onlus "Colette's Children", nata dall'impegno personale di Carla e Roberto Savio. La Onlus ha fatto costruire un padiglione pediatrico a Tanguiet, all'interno di un ospedale gestito dall'Ordine Fatebenefratelli di S. Giovanni Calbita.

Negli anni 70, Carla Savio è stata una delle fondatrici della musicoterapia in Italia. Confrontandosi con le esperienze svolte in altri Paesi, in particolare Francia, Inghilterra e Austria, dove la musicoterapia è riconosciuta da tempo, la Savio ha sperimentato le tecniche musicali in ospedali e cliniche italiane, applicandole su malati disabili, fisici e psichici.

Grazie al potere liberatorio della voce, si possono correggere alcuni disturbi mentali che nascondono conflitti non risolti e recuperare le proprie attitudini, identità personale e capacità relazionale. Ricco e intenso il programma del concerto: un Canto Gregoriano, brani di Giovanni Pierluigi da Palestrina, Johann Sebastian Bach, Alessandro Stradella, Pergolesi e Perosi, fino al Te Deum di Verdi e l'Hallelujah di Händel.