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di Giansandro Merli

Il Manifesto, 20 luglio 2025

Intervista al segretario nazionale di Md dopo le polemiche scaturite dalla vicenda Salvini-Open Arms. “Se passa la riforma della giustizia le bordate contro i giudici potranno condizionarli. Mentre le attuali istituzioni tutelano la magistratura dalle intimidazioni governative”. “Contro le toghe usano il manganello mediatico”. È netto Stefano Musolino, segretario nazionale di Magistratura democratica e procuratore aggiunto di Reggio Calabria, il giorno dopo il nuovo round di attacchi governativi alla magistratura sui casi Open Arms e Almasri.

Il vicepremier Matteo Salvini ha detto che i suoi avvocati davano il ricorso per scontato. C’è un pregiudizio?

Salvini non si aspettava di subire un processo, convinto di un’immunità che non aveva. Ma il ricorso non è un fatto di preconcetti. Semplicemente nel frattempo c’è stata una sentenza delle Sezioni unite civili della Cassazione che su un caso analogo ha enunciato un principio di diritto difforme da quello fatto proprio dal Tribunale di Palermo in primo grado. Anche uno studente di giurisprudenza, mettendo insieme le cose, avrebbe preannunciato un ricorso dei pm. Sarebbe stato strano il contrario.

I pm hanno scelto di andare dritti in Cassazione “per saltum”. In quali casi si adotta tale strada e cosa può succedere ora?

È un percorso lineare: afferma che il fatto è stato accertato, ma resta il problema della qualificazione in diritto. Il miglior giudice che può risolverlo è la Cassazione, che può conformarsi alle Sezioni unite civili o esprimere un parere distonico. Tendenzialmente gli insegnamenti delle Sezioni unite, anche quelle civili, hanno un riflesso sul penale. Sebbene Cassazione penale e civile siano istituzioni diverse. A me pare improbabile una presa di posizione contro le Sezioni unite civili senza rimettere la questione alle Sezioni unite penali. Ma i giudici faranno ciò che ritengono meglio.

Nordio dice che “nei Paesi civili non si ricorre contro l’assoluzione” e ha annunciato un intervento per impedirlo. Può eliminare il ricorso per Cassazione?

No, ancora una volta Nordio non sa esattamente di cosa parla. Perché può, come è già stato proposto, impedire al pm il ricorso di appello sul presupposto che il ragionevole dubbio è in ogni caso superato dal fatto che un giudice si è espresso a favore dell’imputato. Ma se il tema non è la ricostruzione del fatto, ma la qualificazione in diritto è impossibile impedire al pm di ricorrere per Cassazione. O meglio: è molto rischioso. Significherebbe che il giudice di primo grado può commettere strafalcioni senza che la procura possa evidenziare l’errore in Cassazione.

Il ministro dell’Interno difende sempre la polizia. Quello della Giustizia attacca continuamente i magistrati. Cosa dice questa dinamica?

Dice che il governo ci vorrebbe come la polizia: un’istituzione servente. Ma solo una magistratura autonoma e indipendente può tutelare i diritti dei cittadini. Questo vale in tantissime cose di cui non si ha l’esatta percezione. Se la magistratura fosse servente farebbe gli interessi dell’esecutivo non dei cittadini.

L’offensiva contro le toghe è su più fronti, ma ha particolare frequenza sui diritti fondamentali dei cittadini stranieri. Qui gli attacchi hanno colpito perfino Cassazione e Corte Edu. Perché su questo terreno?

C’è la percezione che sul fronte migranti le preoccupazioni generate dai flussi spostino in ogni caso l’attenzione dell’opinione pubblica verso chi caldeggia quelle paure. Pur non avendo soluzioni. Neanche Meloni ne ha.

Non c’è il rischio che il clima influenzi le decisioni dei giudici?

Se passerà la riforma sulla separazione delle carriere tra pm e giudici probabilmente sì. Perché quella riforma riguarda soprattutto l’autonomia e l’indipendenza delle toghe, intervenendo sul Consiglio superiore della magistratura e sul disciplinare. Con le istituzioni di garanzia attuali, che tutelano la magistratura dalle intimidazioni governative anche a mezzo stampa, i cittadini possono stare più tranquilli.

Nordio dice che i magistrati, grazie a quelle istituzioni, credono di godere di “impunità”...

Lo ha detto rispetto a un magistrato (il sostituto procuratore generale di Cassazione Raffaele Piccirillo, ndr) che ha espresso un’opinione qualificata su come Nordio ha gestito il caso Almasri. È una gravissima intimidazione. Evidentemente l’unica risposta del ministro ad argomenti di diritto è il manganello mediatico. Su quanto davvero il Csm operi con le modalità descritte da Nordio basta sentire cosa ne pensa il vicepresidente Fabio Tinelli e tutti gli altri eletti in quota centrodestra.