di Giuseppe Crimaldi
Il Mattino, 18 marzo 2020
Inarrestabile, incurante di ogni prescrizione, la folla di mogli, sorelle, genitori e affini dei detenuti di Poggioreale continua a sfidare le regole anti-contagio. Una nuova calca, ieri, sotto le mura del carcere-lager di Poggioreale. Al di là delle condivisibili, legittime preoccupazioni di chi ha un parente al di là delle sbarre, resta da denunciare lo stato di incomprensibile promiscuità nelle file che descrivono un lato della paura.
Più delle parole, e al di là di ogni commento, a parlare sono le immagini, le foto diffuse dal consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. "I familiari dei detenuti di Poggioreale non si arrendono - denuncia - e continuano a svolgere assembramenti inscenando proteste improvvisate. I parenti dei detenuti della Casa Circondariale di Poggioreale si sono nuovamente riuniti intorno all'ingresso principale del carcere, in via Nuova Poggioreale, nonostante l'ordinanza che vieta di uscire di casa e di dare vita ad assembramenti.
Con la scusa delle consegne dei pacchi hanno anche inscenato una protesta chiedendo la libertà e l'indulto per i loro familiari agli arresti". Sia chiaro: legittimi tutti i timori legati ad una potenziale diffusione del Covid 19 all'interno delle carceri. Ma serve senso di responsabilità, anche da parte di chi poi - dopo aver portato ai propri cari, che sono reclusi - i generi di prima necessità.
Diversi cittadini hanno segnalato l'episodio al consigliere Borrelli e al conduttore radiofonico Gianni Simioli alla trasmissione "La Radiazza" in onda su Radio Marte, raccontando come siano stati aggrediti dai familiari dei detenuti, attraverso il lancio di oggetti vari, quando gli si è stato chiesto di rispettare le distanze di sicurezza per evitare contatti ed il diffondersi dell'epidemia. "I familiari dei carcerati di Poggioreale dimostrano ancora una volta di voler essere al di sopra delle regole e delle leggi - dichiara Borrelli.
Non solo, in barba ai decreti di sicurezza per il Coronavirus, si sono riuniti dando vita ad un pericoloso assembramento di persone, ma hanno pure aggredito chi ha chiesto loro di rispettare le ordinanze, scaraventando oggetti contro i balconi dei residenti che chiedevano a questi soggetti di rispettare almeno le distanze di sicurezza.
Sono degli irresponsabili che mettono in pericolo l'intera popolazione con il loro modo sconsiderato di agire, vanno fermati e devono essere puniti. Per questo li abbiamo segnalati alla Questura". Il Sappe, dal canto suo, denuncia le condizioni di perniciosa promiscuità che deriverebbero dalle condizioni nelle quali gli agenti della Penitenziaria sono costretti alla mensa del carcere di Secondigliano.









