sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Dario Del Porto

La Repubblica, 17 giugno 2026

Le aziende potranno selezionare personale negli elenchi degli istituti penitenziari. Un progetto fortemente voluto dalla presidente della Corte d’Appello napoletana Maria Rosaria Covelli e dall’ex presidente degli industriali Costanzo Jannotti Pecci. Detenuti in carcere, ma selezionati per lavorare in una grande azienda. È il percorso tracciato dal progetto, fortemente voluto dalla presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli e dall’ex presidente degli industriali Costanzo Jannotti Pecci, che entra oggi nel vivo con il primo incontro operativo del tavolo tecnico tra il tribunale di sorveglianza presieduto da Patrizia Mirra, il provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria guidato da Carlo Berdini e Palazzo Partanna.

L’iniziativa si articola lungo due versanti: gli istituti penitenziari individueranno, attraverso appositi elenchi, i reclusi o le persone sottoposte a misure alternative già in possesso delle competenze necessarie per un immediato inserimento lavorativo e quelli che potranno essere coinvolti in percorsi formativi finalizzati a una futura assunzione; le aziende potranno selezionare il personale dagli elenchi, beneficiando degli incentivi e degli sgravi fiscali come, ad esempio, il credito di imposta. Hanno già manifestato interesse ad aderire al progetto importanti realtà dei settori della cantieristica navale, della logistica e dell’edilizia.

L’accordo, argomenta la presidente Covelli, offre “soluzioni concrete per il reinserimento sociale grazie alla disponibilità manifestata dagli imprenditori del distretto di Napoli. Gli effetti positivi sono molteplici - evidenzia la presidente Covelli - Le imprese possono attingere a elenchi di personale qualificato beneficiando di regimi agevolati, mentre le persone impiegate hanno l’opportunità di ricostruire la propria esistenza lontano dalle maglie della rete penale. Al tempo stesso, questa sinergia virtuosa contribuisce a contrastare il sovraffollamento carcerario, particolarmente rilevante nel distretto di Napoli, e a rafforzare la sicurezza dell’intera collettività”.

Il primo incontro si è tenuto il 13 marzo scorso. Adesso si entra nella fase operativa con la firma della convenzione e l’istituzione del tavolo tecnico permanente che dovrà coordinare le attività e monitorarne i risultati. L’obiettivo è quello di realizzare un modello in grado di promuovere il reinserimento di chi sta pagando il proprio conto con la giustizia, rispondendo al tempo stesso alle esigenze di reclutamento di personale di tante importanti imprese attive sul territorio dell’area metropolitana di Napoli e dell’intera regione.

L’ex presidente dell’Unione Industriali, Costanzo Jannotti Pecci, sottolinea: “Ho fortemente voluto questo accordo e sono certo che gli industriali del territorio, da sempre sensibili alla possibilità di coniugare sviluppo economico e responsabilità sociale, sapranno dare un contributo significativo alla sua riuscita”. Per la presidente del Tribunale di Sorveglianza, Patrizia Mirra, attraverso questo percorso “l’attività nel carcere potrà incentrarsi su una formazione programmata, indirizzata verso prospettive realistiche di occupazione. I benefici economici collegati all’assunzione di detenuti e soprattutto una disponibilità scevra di pregiudizi, nella condivisione di principi di solidarietà e finalità di efficace prevenzione, possono dar luogo ad un approccio fattivo che rappresenti una svolta nella realizzazione della finalità rieducativa della pena dettata dalla Costituzione”.