di Giuliana Covella
Il Mattino, 29 ottobre 2024
La squadra dall’istituto di Secondigliano per la sfida con il “Team Pino N7 Style”. Dal terreno di gioco di Acerra alle sale di uno dei luoghi più suggestivi del centro storico di Napoli. Quella di sabato scorso è stata una giornata che difficilmente dimenticherà un gruppo di detenuti della casa circondariale “Pasquale Mandato” di Secondigliano. Una giornata vissuta all’insegna dell’inclusione sociale, dello sport e della cultura per alcuni reclusi del reparto Mediterraneo, che in mattinata si sono recati ad Acerra per partecipare a una partita di calcio con il Team Pino N 7 Style e, successivamente, in visita al Museo Donnaregina della diocesi partenopea. Ad accompagnarli il garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello e la consigliera regionale Vittoria Lettieri.
A dare il calcio di inizio sul campo di Acerra è stato il garante Ciambriello. Un match che ha visto i detenuti uniti dai valori dello sport come lo spirito di squadra e l’integrazione. Così tra calci di rigore, gol e tifo, dopo la partita i detenuti di Secondigliano sono stati ospiti della consigliera Lettieri in una pizzeria locale, “Vincenzo Di Fiore”, insieme ai loro familiari accorsi a sostenerli dagli spalti. Un’esperienza che, secondo Ciambriello, ha rappresentato “un buon connubio, lo sport come luogo di valori positivi, spazio di lealtà e di amicizia, palestra di impegno, la cultura e la bellezza per alimentare valori positivi. Un pranzo consumato fuori dalle mura del carcere come un grande segnale di umanità, semplicità e inclusione”.
“Tra il nero e il bianco esiste una zona grigia sulla quale intervenire - ha detto Lettieri - prevenzione, sensibilizzazione e cultura della legalità diventano uno dei compiti principali delle istituzioni. Ho accolto con piacere l’iniziativa del garante per favorire il cosiddetto bacio tra pace e giustizia, per vivere il dettato costituzionale del reinserimento sociale del detenuto”.
Presenti anche due familiari di vittime della criminalità: Lucia Di Mauro, vedova di Gaetano Montanino e Carmela Sermino, vedova di Giuseppe Veropalumbo. Quest’ultima ha sottolineato “l’importanza di essere stati con i detenuti, per ricordare anche la memoria di vittime innocenti come Veropalumbo e Montanino. La memoria è importante, affinché la loro morte non sia stata vana. Spero che i detenuti credano che ci sia un’alternativa alla vita fino ad ora condotta. Incontro tanti ragazzi nelle carceri anche grazie al garante Ciambriello. A queste persone bisogna dare una possibilità. Magari conoscendo la storia di Giuseppe e Gaetano possono capire davvero che una strada sbagliata può portare solo alla morte o al carcere”. La giornata è proseguita con una visita al Museo Diocesano di Donnaregina. Un’esperienza unica vissuta dai detenuti che, accolti dalle guide e dallo staff del museo coordinati da Elio De Rosa, hanno avuto l’opportunità di visitare la chiesa di Donnaregina nuova e vecchia oltre ai tesori artistici in mostra.











