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Corriere del Mezzogiorno, 30 marzo 2026

All’iniziativa prendono parte gli ospiti degli istituti di pena di Poggioreale, Carinola e Santa Maria Capua Vetere. Covelli: “Pensiamo a una vetrina permanente”. I prodotti pasquali realizzati dai detenuti in vendita al Palazzo di Giustizia “Alessandro Criscuolo” di Napoli. Fino alle 14 di oggi, lunedì 30 marzo, il tribunale di Napoli ospita i Mercatini di Pasqua, un’iniziativa che coniuga tradizione, solidarietà e impegno sociale. I mercatini sono stati aperti stamattina in Piazza Coperta, dove sono esposti e messi in vendita prodotti pasquali realizzati all’interno di istituti penitenziari del Distretto di Napoli.

All’iniziativa partecipano tre carceri: la Casa di Reclusione “G.B. Novelli” di Carinola, la Casa Circondariale “Giuseppe Salvia” di Poggioreale, la Casa Circondariale “F. Uccella” di Santa Maria Capua Vetere, insieme alle cooperative sociali “Generazione Libera” e “L’uomo e il legno”. I visitatori possono acquistare una ricca selezione di specialità dolciarie tipiche della tradizione pasquale: dalle colombe artigianali alla pastiera napoletana, dalla torta caprese a biscotti, cannoli, polacche aversane e uova di cioccolato. I prodotti, realizzati dai detenuti, provengono dal laboratorio artigianale “I Farinati” e dalla pasticceria “Pink House”, realtà che collaborano attivamente con il sistema penitenziario.

Sono disponibili anche articoli da coltivazioni agricole, espressione di percorsi che valorizzano la produzione sostenibile, tra cui confetture di agrumi realizzate in collaborazione con l’”Azienda Agricola Rusciano”. Esposti lavori artistici in creta del laboratorio “Evasioni Creative”, presso il carcere di Poggioreale, a cura del maestro Lello Esposito.

“Il palazzo giustizia si apre a queste iniziative - ha sottolineato Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte d’Appello di Napoli - già abbiamo cominciato a farlo da Natale e continueremo a farlo. Anzi con il capo del Dap, stiamo anche pensando ad una vetrina permanente qui in Piazza coperta per i prodotti dei detenuti che vengono realizzati negli istituti penitenziari. Certamente è un’iniziativa che vuole coniugare l’esecuzione della pena a scelte di cambiamento, con il faro della Costituzione, che vuol dire una pena che dà formazione, che dà acquisizione di competenze ai detenuti anche per una possibilità di cambiamento e di reinserimento nel mondo del lavoro”.