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La Presse, 12 novembre 2024

Ampie critiche al modello e al Ddl Caivano si levano dalla commemorazione in occasione dei 35 anni della strage di Ponticelli, a Napoli, dove 4 innocenti persero la vita. La manifestazione, organizzata da Libera, ha visto la partecipazione di circa tremila persone, coinvolgendo 11 scuole di tutta la Municipalità VI. “In tante e tanti per ricordare Gaetano De Cicco, Salvatore Benaglia, Domenico Guarracino e Gaetano Di Nocera, quattro vittime innocenti di camorra in un quartiere che ha già pagato un tributo di sangue altissimo. In questi ultimi giorni ci sono stati gli omicidi di Santo, Emanuele, Arcangelo. Sono tante le vittime di questo territorio e i ragazzi hanno deciso di scendere in piazza. Quello che è successo ha portato a un decreto che è servito solo a riempire gli IPM senza dare risposte a questi ragazzi, parlo del decreto Caivano.

È l’esempio lapidario di come una politica legalitaria e giustizialista non è risolutiva” afferma Pasquale Leone, referente provinciale di Libera Napoli, alla luce dei nuovi sanguinosi omicidi che si sono consumati in città. “Pensare che si possa risolvere il problema dell’educazione e della violenza giovanile a Napoli attraverso le carceri è completamente fuorviante. Serve un piano straordinario educativo per le comunità e i territori” ribadisce il referente regionale di Libera Campania, Mariano Di Palma. Amaro il commento di Silvia Guarracino, figlia di Domenico, una delle quattro vittime innocenti della strage di Ponticelli “Dopo 35 anni non è cambiato nulla, anzi è peggiorato. Prima i ragazzini di 15 o 16 anni non erano armati.

Napoli non credo possa salvarsi da sola, ha bisogno del sostegno dello Stato, della presenza delle istituzioni, di creare lavoro e cultura”. Per l’Assessore alla sicurezza del Comune di Napoli, Antonio De Iesu “I giovani devono essere consapevoli nell’assumersi le proprie responsabilità davanti alle regole del vivere civile. Io non sono contro il modello Caivano, dico applichiamolo in altre zone, come ad esempio qui a Ponticelli”.

Di diverso avviso il presidente della Municipalità VI Alessandro Fucito “Non credo che sia il modello Caivano la soluzione. Servirà un piano straordinario per l’educazione e il reddito delle aree a rischio del Paese a partire dalle periferie di Napoli”. Anche l’Unione degli Studenti Campania contraria al modello e al decreto Caivano “Noi pensiamo che le città più sicure non le facciano soltanto i militari, soltanto i controlli ma le facciano i servizi” ha detto Jacopo Re.