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di Fulvio Bufi

Corriere della Sera, 18 ottobre 2022

Nominato nel 2019 dall’allora sindaco de Magistris, Ioia ha un passato da narcotrafficante per cui ha scontato 22 anni di reclusione. Il Garante dei detenuti del Comune di Napoli, Pietro Ioia, è stato arrestato insieme ad altre sette persone nell’ambito di una indagine, condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura partenopea, mirata a fare luce sull’introduzione di droga e telefoni cellulari nel carcere di Poggioreale.

Sì tratta di episodi che sarebbero avvenuti tra il giugno del 2021 e il gennaio di quest’anno. A gestirli quella che gli investigatori hanno individuato come una strutturata associazione per delinquere (reato contestato a tutti gli indagati nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip) composta da alcuni reclusi e dalle loro mogli, oltre che dal garante.

Secondo le indagini Ioia avrebbe approfittato del suo ruolo, e della facilità di accesso alla casa circondariale che questo comportava, per incontrare i detenuti coinvolti nell’organizzazione e consegnare la droga e i cellulari. Hashish e cocaina venivano poi spacciati in carcere fruttando all’organizzazione un guadagno che successivamente era ripartito tra i vari partecipanti.

Pietro Ioia, 63 anni, ha un passato da narcotrafficante che lo ha portato a scontare 22 anni di reclusione. Da molto tempo sembrava aver abbandonato ogni tipo di attività illecita e si era a lungo impegnato per i diritti dei detenuti. Nel dicembre del 2019 l ‘allora sindaco Luigi de Magistris lo nominò Garante dei diritti delle persone private o limitate nella libertà personale. Ioia è anche autore di un libro sulla cosiddetta “cella zero”, una stanza del carcere di Poggioreale che sarebbe stata utilizzata per pestaggi e violenze sui detenuti. Sulla “cella zero” ha indagato a lungo la Procura senza però accertarne la reale esistenza.