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di Giuseppe Crimaldi


Il Mattino, 26 agosto 2019

 

I Sindacati: quel carcere va demolito. Incredulità. E sgomento. Per il personale - sia amministrativo che in divisa - che opera quotidianamente e non senza sacrifici nella casa circondariale di Poggioreale questa è davvero una brutta storia.

Era possibile evitare l'evasione di Robert Lisowski? Saranno le indagini a dare una risposta e a individuare presunte omissioni e colpe. Nel frattempo (e lasciandosi alle spalle anche la polemica divampata nei giorni scorsi dopo le critiche avanzate alla direzione del carcere dal Garante nazionale per i detenuti, Mauro Palma) a descrivere le criticità oggettive della struttura sono i numeri.

A Poggioreale oggi soggiornano 2.100 detenuti, a fronte di una capienza che ne prevede al massimo 1.423. Ci sono anche 700 "definitivi" (cioè persone condannate con sentenza passata in giudicato) che invece dovrebbero trovarsi in altre strutture penitenziarie. Poggioreale scoppia. Solo qualche giorno fa l'intervento degli agenti ha evitato che una rissa scoppiata tra detenuti napoletani ed algerini potesse sfociare in un bagno di sangue.

Il degrado è rappresentato da molti elementi: sebbene siano in corso lavori di ristrutturazione di alcuni padiglioni, le condizioni di vita per i detenuti sono spesso terribili. Ci sono celle che ospitano anche fino a dieci-dodici persone, che dormono arroccate su letti a castello ed utilizzano un solo bagno. La palestra non è più funzionante. L'ascensore interno - rottosi a febbraio - è stato riparato solo il 26 giugno.

In queste condizioni, oltre ai detenuti a soffrire gli effetti del degrado e le tensioni crescenti tra la popolazione carceraria ci sono loro: i baschi blu della Polizia Penitenziaria. Da tempo i sindacati chiedono che su Poggioreale si apra un tavolo di confronto con il Dap del ministero della Giustizia.

"Questa evasione - commenta il segretario campano del Sappe, Emilio Fattorello - porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di Poggioreale. Si è trattato di una "evasione annunciata", frutto della superficialità con cui sono state trattate e gestite le molte denunce fatte dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria sulle condizioni di sicurezza dell'istituto. Se fossero state ascoltate le nostre continue denunce, probabilmente tutti gli eventi critici e questa stessa evasione non sarebbero avvenuti".

Parole forti, riprese anche dal segretario generale del Sappe, Donato Capece: "Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. La situazione nelle carceri si è notevolmente aggravata rispetto agli anni precedenti. I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti in Italia tra le sbarre nel primo semestre del 2019 sono inquietanti: 5.205 atti di autolesionismo, 683 tentati suicidi, 4.389 colluttazioni, 569 ferimenti, 2 tentati omicidi. I decessi per cause naturali sono stati 49 ed i suicidi 22. Le evasioni sono state 5 da istituto, 23 da permessi premio, 6 da lavoro all'esterno,10 da semilibertà, 18 da licenze concesse a internati".

"Dopo l'evasione rocambolesca di un detenuto dal carcere di Poggioreale, l'istituto andrebbe definitivamente abbattuto ed il capo dell'Amministrazione penitenziaria rimosso dall'incarico", dichiara invece il segretario generale del Sindacato di polizia penitenziaria Aldo Di Giacomo.

Anche la Fns Cisl, attraverso Lorenza Sorrentino e Luigi D'Ambrosio, esprime sconcerto e afferma che "ancora una volta si paga lo scotto di una politica inadeguata che ignora scelleratamente le necessità e le richieste di adeguamento in termini di uomini e mezzi".