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di Giuliana Covella

Il Mattino, 8 agosto 2025

Un’opera voluta dal Provveditorato assieme a Carcere possibile e architetti. Un campetto, una palestra, un’area relax e una zona per la socialità. Rinasce così dopo anni di abbandono uno dei cortili destinati al passeggio nel carcere di Poggioreale, dove ieri ha visto la luce un ambizioso progetto costato 70mila euro, finanziato dalla Cassa delle ammende e nato nel 2016 grazie a una rete di soggetti come l’amministrazione penitenziaria, l’associazione Il Carcere Possibile Onlus e la direzione della casa circondariale “Giuseppe Salvia”. Al taglio del nastro sono intervenuti Lucia Castellano, provveditrice amministrazione penitenziaria della Campania, Mara Esposito Gonella, presidente Il Carcere Possibile, Stefano Martone, direttore del carcere, Stefano Carmine De Michele, capo Dipartimento amministrazione penitenziaria, Maria Rosaria Covelli, presidente Corte d’Appello di Napoli, Samuele Ciambriello, garante regionale detenuti.

Ha mangiato la pizza con i detenuti che la preparano ogni giorno, ha fatto visita al reparto dei nuovi giunti e ha toccato con mano la realtà di un carcere che, a dispetto delle criticità, cerca di mettere in campo numerose attività per la rieducazione dei reclusi. Il nuovo capo del Dap ha partecipato con entusiasmo alla cerimonia che si è svolta a Poggioreale per inaugurare palestra e campetto nell’ex cortile passeggio del padiglione Livorno. “Sono molto contenta che abbia voluto iniziare da qui e da altre due carceri campane, Secondigliano e Santa Maria Capua Vetere - dice Castellano - e nonostante le difficoltà che ha Poggioreale con i suoi 2.070 detenuti rispetto a una capienza di circa 1.600, De Michele ha avuto modo di vedere le numerose buone prassi che vi sono. Riguardo al restyling del cortile pensiamo di ripetere l’intervento in altre strutture”.

L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Il Carcere Possibile, con il sostegno del provveditorato regionale e il contributo della onlus Made in heart. Tutto è partito dal progetto “Il carcere nella città la città nel carcere”, nato nel 2016 da una comunione di intenti tra amministrazione penitenziaria e Il Carcere Possibile allo scopo di restituire dignità architettonica ai cortili, trasformandoli da spazi vuoti in luoghi dove trascorrere il tempo in modo quanto più possibile analogo a chi vive all’esterno. Grazie al supporto di Made in Heart, uno dei cortili è stato ripensato per stimolare la socialità e favorire il processo rieducativo. Data la sua collocazione nel tessuto cittadino, Poggioreale è parso il luogo ideale per dare avvio al progetto, come spiegano Castellano e Martone: “Un’area di defaticamento e incontro tra chi vive in spazi limitati è fondamentale e abbiamo deciso di inaugurarla proprio ora, quando la quotidianità in carcere diventa ancora più complessa. Siamo felici che sia stato il capo del Dipartimento a tagliare il nastro perché testimonia la presenza concreta dell’Amministrazione nelle carceri non solo per i detenuti, ma anche per chi vi lavora in condizioni spesso difficili con impegno, serietà e spirito di sacrificio”.

Uno spazio dinamico, del relax, dell’aggregazione ma anche del benessere e della cura del corpo, oltre che della mente. Questo vuole essere il rinnovato cortile passeggio del padiglione Livorno del carcere di Poggioreale, secondo il progetto curato da un’associazione di architetti, Made in heart. “Lo abbiamo fortemente sostenuto come progetto sin dal 2015 quando fu proposto dall’ex direttore Antonio Fullone - ricorda la presidente de Il Carcere Possibile - partendo dall’idea di trasformare quegli spazi da ex cortili abbandonati a luoghi di socializzazione. Così l’architetto Giancarlo Artesi immaginò di portare la città nel carcere, ricreando gli spazi presenti all’esterno. L’incontro “magico” è poi avvenuto mesi fa col direttore Martone in sinergia con la provveditrice Castellano. Nel 2016 l’idea fu pubblicizzata al Pan e ci fu un lavoro di grande impegno, ma il Covid bloccò tutto e oggi finalmente il progetto vede la luce. È un orgoglio infinito aver visto nascere qualcosa che si era immaginato - aggiunge - perché l’intento della nostra associazione è la salvaguardia dei diritti dei detenuti. La possibilità di donare quegli spazi restituendo loro un momento di dignità e parziale benessere è una grande soddisfazione”.