di Viviana Lanza
Il Mattino, 24 luglio 2023
La protesta degli agenti penitenziari dopo l’incendio di una cella. Si indaga sulle ragioni e sulla dinamica del gesto del detenuto che sabato pomeriggio ha dato fuoco alla sua cella nell’istituto minorile di Nisida. Ha appiccato il rogo utilizzando un materasso, dei vestiti e uno stendibiancheria in plastica. In pochi minuti l’incendio è divampato, l’intero reparto detentivo si è riempito di fiamme e fumo nero ed è stato dichiarato inagibile, tutti i detenuti sono stati allontanati dalle celle avvolte da un’aria irrespirabile e tre agenti della polizia penitenziaria sono rimasti intossicati (per loro sette giorni di prognosi). Accanto alla solidarietà per gli agenti feriti sta montando la polemica sulla presenza, nelle carceri minorili, di molti detenuti cosiddetti “giovani adulti”, giovani cioè che, come nel caso dell’autore dell’incendio nella cella di Nisida, pur avendo superato i diciotto anni di età, hanno la possibilità di scontare la pena in strutture per minori.
È Giuseppe Di Carlo, segretario generale della Federazione Sindacati Autonomi Cnpp, a chiedere “all’amministrazione centrale di attivare immediati interventi in considerazione di una buona parte di utenza detentiva con serie problematiche, alla luce delle diverse vicissitudini che si stanno registrando, da tempo, nell’istituto partenopeo”. “È stato grazie al pronto intervento del personale di polizia penitenziaria in servizio si è riusciti ad evitare il peggio”, sottolinea, a proposito dell’incendio a Nisida, Federico Costigliola, coordinatore regionale per la Campania del Sappe. “La promiscuità tra i detenuti stranieri, quelli provenienti dal Nord Italia e quelli napoletani diventa un mix esplosivo che inficia, tra l’altro, la progettualità trattamentale propria della giustizia minorile”, affermano, in una nota congiunta, i sindacati Uspp e Uil della polizia penitenziaria. “Chiediamo che i detenuti stranieri non vengano dislocati nelle carceri campane - aggiungono i due sindacati - e, inoltre, che i detenuti maggiorenni protagonisti di eventi critici gravi vengano trasferiti in strutture detentive per adulti, secondo quanto previsto dal nuovo ordinamento penitenziario minorile”.










