di Petronilla Carillo e Giuseppe Crimaldi
Il Mattino, 4 luglio 2025
“Oggi le carceri scoppiano, e le criticità aumenteranno ancora fin tanto che si continuerà a introdurre nel codice penale nuove figure di reato. Serve una risposta, subito, perché il carcere non può essere l’unica risposta al problema. E serve un più ampio ventaglio di ipotesi alternative alla detenzione carceraria nella fase dell’esecuzione di pena”. Nella scia dell’allarme lanciato dal Capo dello Stato solo pochi giorni fa il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Aldo Policastro, fa il punto sulla situazione che vive uno dei distretti giudiziari tra i più complessi e articolati d’Italia.
Il presidente Mattarella ha lanciato l’allarme: le carceri sono diventati luoghi invivibili, e ci sono troppi suicidi...
“La situazione è tragica. Da quando mi sono insediato ho dato priorità alle problematiche legate alle carceri del distretto. Poggioreale oggi è un’emergenza umanitaria. Per questo dicevo che la continua introduzione di fattispecie di reato finisce col determinare anche una ricaduta pesante sul sistema carcerario”.
Che cosa serve?
“I reati ostativi, quelli che impediscono di concedere misure alternative come i domiciliari, aumentano. È vero che il tasso di delinquenza qui è molto alto, ma il carcere non può essere l’unica soluzione al problema. Bisogna abbassare il numero delle ipotesi di reato per le quali è previsto il carcere, limitandosi a quelle più gravi; e al tempo stesso servirebbero più misure alternative alla detenzione intramuraria in esecuzione di pena”.
E il braccialetto elettronico?
“Un’ottima idea, ma bisognerebbe farlo funzionare efficacemente. Invece i braccialetti sono pochi, e talvolta non funzionano. Ma, ripeto, in via prioritaria si dovrebbe optare per una scelta di diritto penale “essenziale”, limitato cioè alle fattispecie di più grave allarme sociale. Invece si va in direzione opposta e si creano nuove ipotesi di reato: c’è un trend di inserimento continuo che produce più denunce e querele. Il solo decreto sicurezza introduce 12 nuove figure di reato”.
Drammatica è anche la situazione dei presìdi sanitari e dell’assistenza medica nelle carceri: e anche qui Poggioreale e Secondigliano soffrono carenze e ritardi...
“Oggi sempre meno medici scelgono di andare a lavorare in carcere. La sanità, la garanzia di un servizio peraltro costituzionalmente garantito, deve valere anche per i detenuti: mi sono imbestialito quando ho saputo che a Poggioreale ci sono le strumentazioni per le radiografie e le ecografie ma non c’è il personale medico che le faccia funzionare, se non a scartamento ridotto. Per questo ho rivolto un appello alla generosità dei medici specialisti, ho incontrato il presidente dell’Ordine dei medici che ha offerto la sua disponibilità nel rintracciare specialisti volontari che facciano funzionare quegli strumenti. Come disponibili sono anche varie realtà di volontariato, si tratta di individuare con la ASL gli strumenti per rendere concrete queste disponibilità. Sono fiducioso. È inaccettabile che per la mancanza di un radiologo un detenuto sia costretto ad andare in ospedale: il che vuol dire disporre ogni volta una scorta tre agenti penitenziari, un mezzo e risorse economiche”.
Passiamo all’organizzazione degli uffici giudiziari. Qual è oggi la situazione nel distretto?
“Nella sola Procura generale abbiamo una scopertura di magistrati del 15%, mentre la media delle altre Procure si attesta al 20%. Per non parlare del personale amministrativo. A Nola siamo in emergenza: ne manca circa il 40%”.
Perché continua a crescere l’emergenza minori?
“La Procura per i minori di Napoli sta facendo un lavoro egregio, il contrasto alle devianze c’è. Il fenomeno è complesso e dobbiamo interrogarci soprattutto su come intervenire per bloccare l’uso delle armi: il che è molto difficile, soprattutto quando parliamo di coltelli”.
Facciamo il punto sulla camorra...
“I gruppi criminali organizzati sono ancora forti, malgrado le investigazioni, gli arresti, i 41 bis, i sequestri patrimoniali. Ma possiamo forse dire che l’Alleanza di Secondigliano o i Mazzarella si siano indeboliti? No di certo. Siamo ormai alla terza generazione di camorristi: che investono i profitti illeciti in maniera imprenditoriale muovendo enormi fortune grazie a imprenditori e prestanome compiacenti. E il riciclaggio avviene nelle attività commerciali e finanziarie. Noi non ci fermeremo nell’azione di contrasto”.
È ottimista?
“La speranza non va mai abbandonata”.











