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Corriere del Mezzogiorno, 6 novembre 2020


Sovraffollamento e altri nodi, appello al Guardasigilli. La Camera penale di Napoli e la Onlus "Il carcere possibile" hanno scritto al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per sensibilizzarlo sul tema del contagio nelle carceri e sollecitarlo a farsi promotore di alcuni correttivi al decreto legge 137. Secondo i penalisti, infatti, alcuni articoli del decreto "così come oggi formulati non consentiranno di conseguire l'obiettivo di una sensibile e celere diminuzione delle presenze negli istituti. Il contenutissimo limite di pena e le numerose ipotesi ostative alla concessione della detenzione domiciliare impediscono il conseguimento di tale risultato".

A riprova di ciò, al ministro sono state fornite alcune cifre: "Con riferimento agli istituti penitenziari napoletani, il numero dei detenuti che potranno usufruirne è di circa 250 a fronte di quella riduzione di circa 800 unità necessaria per allineare il numero delle persone recluse alla disponibilità dei posti. Senza contare - si legge ancora nella lettera - che, com'è noto, la cronica indisponibilità dei braccialetti elettronici rallenterà notevolmente l'efficacia del provvedimento anche per quei pochi che potranno usufruirne".

Tra le richieste avanzate da Camera penale e Onlus c'è quella di estendere l'applicazione della detenzione domiciliare "quantomeno ai detenuti la cui pena da scontare non superi i due anni in luogo dei previsti 18 mesi". Un'altra modifica al decreto proposta riguarda il braccialetto elettronico: si chiede infatti di "eliminare integralmente" la previsione che impone l'obbligo di farvi ricorso. "Il drammatico pericolo di una ulteriore diffusione del contagio - sottolineano gli avvocati - desta elevatissima preoccupazione nella stessa amministrazione penitenziaria". Mancano, in particolare, gli spazi da destinare all'isolamento sanitario dei casi sospetti e delle persone risultate positive al Covid.