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napolitoday.it, 7 settembre 2026

In Campania oltre ottomila detenuti. Il Garante denuncia posti inagibili e carenze di personale: “Servono interventi immediati e coraggiosi”. A Poggioreale sono presenti 2.302 detenuti e il sovraffollamento reale supera il 170%. È uno dei dati al centro dell’allarme di Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone private della libertà personale e portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti, che richiama l’attenzione sulle condizioni degli istituti penitenziari e chiede interventi urgenti. Secondo i dati ministeriali richiamati dal Garante, elaborati sulla disponibilità effettiva dei posti al 3 settembre 2026, l’indice nazionale di affollamento raggiunge il 142,3%: nelle carceri italiane si trovano 65.729 persone, a fronte di 46.206 posti realmente utilizzabili. “Il sistema penitenziario italiano è oltre il punto di rottura”, denuncia Ciambriello.

In Campania oltre ottomila detenuti - Negli istituti campani sono presenti 8.064 detenuti, tra cui 430 donne e 952 stranieri. Le persone con una condanna definitiva sono 6.044, mentre 1.287 sono in attesa del primo giudizio. Alle difficoltà di Poggioreale si aggiungono quelle di altre strutture della regione. A Santa Maria Capua Vetere si contano 1.044 detenuti per 665 posti effettivamente disponibili. A Salerno i presenti sono 582, contro una capienza reale di 369 posti; a Benevento sono 364 per 232 posti. Una pressione sugli spazi che, sottolinea il Garante, si accompagna alla carenza cronica di agenti della polizia penitenziaria e di personale sanitario.

Il divario tra posti teorici e disponibili - A livello nazionale, il nodo riguarda anche la distanza tra la capienza dichiarata e quella effettiva. Gli oltre 51mila posti teorici comprendono infatti 5.006 posti inagibili, tra sezioni chiuse e celle fuori uso. Considerando soltanto quelli utilizzabili, le persone detenute in eccedenza sono 19.523. “Parlare di rieducazione in queste condizioni è un’ipocrisia di Stato”, afferma Ciambriello, che contesta la possibilità di garantire la funzione costituzionale della pena in strutture sottoposte a un simile affollamento.

Le richieste del Garante - “Servono interventi immediati e coraggiosi”, è l’appello del Garante. Tra le misure indicate figurano l’ampliamento della liberazione anticipata, un maggiore ricorso alle alternative alla detenzione e l’approvazione di provvedimenti di clemenza. “Non occorrono nuove carceri, ma ‘carceri nuove’“, sostiene Ciambriello. “Non si può continuare a gestire un’emergenza strutturale con il silenzio delle istituzioni”.