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napolivillage.com, 21 febbraio 2026

La terza ed ultima giornata della VII Edizione del Premio Nazionale dedicato ad Annalisa Durante si è conclusa con la cerimonia di premiazione delle candidature pervenute dagli istituti penitenziari e dalle biblioteche carcerarie italiane. Come premio i detenuti hanno ricevuto una copia del volume “Mare dentro. La memoria di Annalisa Durante, dentro e fuori dal carcere”, scritto per l’occasione da don Tonino Palmese, Giuseppe Perna e Giannino Durante, con prefazione del presidente della Regione Campania Roberto Fico, l’introduzione della direttrice del carcere di Poggioreale Giulia Russo e la postfazione del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, pubblicato dalla Marotta & Cafiero Edizioni su iniziativa della Fondazione Polis della Regione Campania.

“Mare dentro” racconta di come la memoria di Annalisa Durante, giovane vittima innocente di camorra, sia riuscita a tramutarsi in impegno educativo e di riscatto per tanti giovani, nelle scuole e nelle carceri di tutta Italia. Dall’uccisione di una ragazzina di 14 anni, in un quartiere dove non si leggeva ed imperava la camorra, sorge oggi una biblioteca sociale, che è presidio di legalità ed include minori, famiglie, persone con disabilità, giovani in messa alla prova ed una comunità impegnata a rialzarsi. Con il Premio Nazionale intitolato alla sua memoria, Annalisa è divenuta altresì strumento di giustizia riparativa ed occasione di riflessione e di riscatto anche per i detenuti.

I saluti istituzionali sono stati affidati alla presidente del Tribunale di Corte di Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, al procuratore generale della Corte di Appello di Napoli, Aldo Policastro, all’assessore alla Cultura della Regione Campania, in rappresentanza del presidente Fico, Ninni Cutaia e all’assessore alla Legalità del Comune di Napoli, Antonio De Iesu. Intervenuto Samuele Ciambriello, garante regionale per le persone private della liberà personale. Presente Simona Di Monte, avvocato generale della Corte di Appello di Napoli “Voglio ringraziare don Tonino Palmese e la Fondazione Polis Per le opere che compiono in memoria delle vittime innocenti, insieme al Coordinamento dei familiari delle vittime, anche nelle pratiche di giustizia riparativa rivolte ai detenuti. Il loro impegno è testimonianza effettiva di come possa esserci un cambiamento, una rinascita effettiva. Con Polis peraltro abbiamo aperto all’interno del Palazzo di Giustizia uno Spazio per le vittime di reato, un luogo di incontro, per una giustizia che non sia solo punitiva, sanzionatoria, ma una giustizia che ascolta, piena di umanità”, queste le dichiarazioni della presidente Maria Rosaria Covelli.

“Ieri è stato il compleanno di Annalisa Durante, ci sembra giusto ricordarla con questa iniziativa speciale dove la famiglia Durante, Giannino Durante, porta avanti questa realtà all’interno di Forcella. Questa Biblioteca rappresenta per noi e per tutta la città una attenzione massima ai giovani, a cui dobbiamo garantire una vita migliore perché non accada più quello che è accaduto ad Annalisa, perché non accada più che chi muore a Napoli, giovane e anziano, deve dimostrare prima di essere innocente, una anomalia assoluta sul territorio nazionale. Questo significa liberare la città dalla camorra, dalla criminalità anche comune.

La Magistratura si prenderà cura di svolgere la sua funzione fino in fondo per restituire a Napoli una vivibilità, in parte già acquisita, che sta acquisendo, per garantirla sempre di più”. Sono le parole del procuratore generale Aldo Policastro. “Partecipare a questa storia, in questo giorno particolare, dà il senso di quanto sia importante l’impegno che le Istituzioni devono riservare a questi eventi di memoria. La cultura può fare moltissimo, lo dimostra questa iniziativa nel nome di Annalisa, che vive da tanto tempo, da tanti anni, che è animata da persone reali, vere, soprattutto da papà Giannino, la storia di un uomo che rappresenta davvero la possibilità della rivolta in senso positivo, la possibilità di trovare strade nuove. Questo progetto che la Regione sostiene è da rafforzare ancora di più, ne abbiamo parlato con don Tonino Palmese, faremo tutto quello che dobbiamo fare e lo rafforzeremo molto. Crediamo moltissimo in queste azioni: le opere di memoria sono eventi culturali che vanno curati”.

Così l’assessore regionale Ninni Cutaia. “Quando vengo in questa Biblioteca ricordo i miei tempi da poliziotto e la posso considerare a pieno titolo il simbolo della rigenerazione, non solo urbanistica, ma sociale dell’intero Quartiere. Giannino Durante fa un grande lavoro, è il propulsore di questa realtà. Porta nella sua anima il sacrificio della giovane Annalisa e sta esorcizzando il dolore per la morte della figlia con una attività continua nel segno della legalità. Questo libro è una testimonianza di questo lavoro; è bello raccogliere la testimonianza di persone che hanno sbagliato, che sono in carcere, ma che hanno un approccio con il dramma di Annalisa costruttivo, evolutivo, per il loro cambiamento”.

Queste le parole dell’assessore comunale, Antonio De Iesu. “Le persone cosiddette ristrette, private della libertà, per la tenerezza e l’efficacia della memoria di Annalisa hanno voluto incontrare questa storia e capire da che parte stare. Questa è quella che chiamiamo forza della memoria che entra nel cuore dei detenuti e che permette loro di comprendere che l’innocenza non è solo anagrafica, è qualcosa di ben altro”, così il presidente di Polis, don Tonino Palmese. “Questa giornata per me e per la mia famiglia è come se fosse il primo giorno. Come sempre dico: non auguro a nessuno di provare il nostro dolore, però il Premio nel nome di Annalisa va avanti, funziona. Ci sono tante ragazze e tanti ragazzi che credono in un cambiamento e questo cambiamento credo che possa avvenire anche tra i detenuti, coloro che hanno diritto a una seconda fase, come dico io. Dobbiamo cercare di aiutarli. Il mio obiettivo è quello di creare una biblioteca, a partire da Poggioreale e poi in altri istituti di detenzione italiani, nel nome di Annalisa”, queste le parole di Giannino Durante.

“Questo libro che presentiamo lo doniamo ai detenuti, perché Giannino è stato sempre vicino alla loro condizioni e i detenuti hanno sempre mostrato una sensibilità nei confronti della storia di Annalisa. C’è bisogno adesso di fare un passo in avanti: fare emergere quelle che sono le emozioni, le riflessioni, il leggersi dentro dei carcerati, dargli una seconda possibilità, e fare in modo che i carcerati adulti adottino quelli degli istituti minorili perché possano riscattarsi e non sbagliare più”, in chiusura Pino Perna, presidente dell’Associazione di Promozione Sociale dedicata ad Annalisa Durante.