di Luigi Labruna
La Repubblica, 21 aprile 2020
A Napoli, in tutto il Paese e in buona parte del mondo ci si sente tutti carcerati. Non solo le persone dinamiche, abituate a fare 10 chilometri al giorno di corsa per stare in forma, i professionisti o i manager avvezzi a far colazione a Napoli, trattare affari a Milano nel pomeriggio e tornare a casa la sera. I pendolari e le casalinghe. Ma pure i vecchi, di norma impigriti sulle poltrone. I professori che niente schioda dallo scrittoio. Persino gli allettati. E non solo i rinchiusi nei bassi dei Quartieri. Anche chi ha una casa di sei vani, tre bagni, una terrazza da cui gode il panorama del golfo.
Tutti hanno voglia di uscire. Incontrare amici. Fidanzate. Amanti. Pure conoscenti antipatici. Andare a lavorare o a scuola. Taluni cadono in depressione. Litigano. Picchiano il coniuge. Uno si è fatto multare in strada dichiarando "preferisco il virus a mia moglie". Una donna si è gettata dalla finestra. E sono solo meno di due mesi che stiamo "carcerati in casa". Tutti, tranne la spudorata senatrice che da Roma è andata al mare ad Anzio "per esercitare il suo mandato".
Pensate a quei poveri cristi che stanno nelle carceri vere. Molte fatiscenti. Vergognosamente sovraffollate (a Poggioreale il 40% più del lecito). In alcune è arrivato il virus. Secondo le Corti, in Italia i reclusi vivono in condizioni contrarie ai diritti dell'uomo. I colloqui sono sospesi. E, badate, di loro parecchi sono colpevoli e scontano pene definitive (che dovrebbero "rieducarli"!) ma non pochi sono in attesa di giudizio: innocenti, o presunti "non colpevoli".
Ad una recente sommossa nel penitenziario di Santa Maria Capua Vetere sarebbe seguito - denunzia il garante Ciambriello - un pestaggio brutale da parte di agenti incappucciati. Magistrati non certo "eversori", come Salvi, Melillo, Bruti Liberati suggeriscono vari rimedi per impedire che le carceri scoppino: ampliamento delle misure alternative, depenalizzazioni reati non gravi, riduzione pene per buona condotta, differimento di talune esecuzioni eccetera. Nessuno se ne dà per inteso. Per timore di Salvini, Buonafede e i 5 Stelle non vogliono far niente. Così il Pd. Né (ragionevoli) indulti né altro. Irresponsabili.










