Il Mattino, 27 ottobre 2024
Il film sarà proiettato il 7 novembre, alle 14.30, a Nisida e il 18 novembre, alle 10 a Poggioreale. “Quando hai commesso il primo reato, non hai avuto paura del carcere o di morire?”. “No, né la prigione né la morte sono peggio della vita che facevo prima”. Domanda e risposta sono tra quelle emerse durante il laboratorio Nati - pregiudicati che il regista Stefano Cerbone ha svolto nell’istituto penale per i minorenni di Nisida. Risposte, quelle dei giovani detenuti, che sono lo specchio del disagio giovanile che spesso si trasforma in devianza e sfocia purtroppo in tragedie, come quella che ha portato all’uccisione del 15enne Emanuele Tufano, colpito a morte da un proiettile alla schiena nella zona di piazza Mercato.
Parte da qui il progetto di Cerbone, imprenditore e cineasta originario di Secondigliano, che torna a parlare di detenzione e prevenzione con il suo film “Nati pre-giudicati”. Dopo l’anteprima nazionale alla casa circondariale “Pasquale Mandato” di Secondigliano, il film sarà proiettato il 7 novembre, alle 14.30, a Nisida e il 18 novembre, alle 10, alla casa circondariale “Giuseppe Salvia” di Poggioreale, dove al termine seguirà un dibattito sul tema della violenza giovanile e degli strumenti preventivi con rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine e della magistratura. La pellicola, la cui sceneggiatura è stata scritta da Cerbone insieme ai reclusi del reparto Alta sicurezza di Secondigliano, spinge i detenuti a interrogarsi sulla loro genitorialità e sul rapporto con i figli che, in molti casi, percorrono la stessa strada criminale.











