Il Mattino, 6 luglio 2026
L’esperienza di un ex ristretto di Secondigliano. Undici anni di detenzione possono segnare profondamente una vita, ma possono anche rappresentare un’opportunità di trasformazione. È quanto testimonia F. G., oggi operatore museale presso il Museo di Pitagora di Crotone, che ha scelto di fare della cultura il proprio strumento di rinascita. Durante il periodo trascorso in carcere, tra sacrifici, studio e lavoro, F.G. ha conseguito la laurea triennale in Lettere. Tornato in libertà, ha proseguito con determinazione il proprio percorso formativo e oggi si prepara a discutere la tesi della laurea magistrale in Filologia.
Fin dalla nascita del progetto “Parole in Libertà”, F.G. è stato tra i detenuti che hanno scelto di prendervi parte, riconoscendone il valore come spazio di espressione, riflessione e crescita personale. È proprio in questo contesto che trova spazio la sua testimonianza. “Lo studio non cancella il passato, ma consente di costruire un futuro diverso”, afferma. Un messaggio rivolto soprattutto ai detenuti: “Ogni libro letto, ogni esame superato rappresenta un passo verso la riconquista della propria dignità”. Il suo percorso dimostra come la cultura possa essere uno degli strumenti più efficaci del trattamento penitenziario. La fiducia conquistata con impegno e coerenza gli ha consentito di mettere le proprie competenze al servizio della collettività. Oggi, come operatore museale presso il Museo di Pitagora di Crotone, accompagna visitatori e studenti nella scoperta del patrimonio culturale. La sua esperienza dimostra che la pena può trasformarsi in un’occasione di crescita quando il detenuto investe su sé stesso e quando la società sceglie di credere nel cambiamento.
F.G. esprime, infine, un profondo sentimento di gratitudine verso tutte le persone che lo hanno sostenuto lungo il cammino: chi gli è rimasto accanto nei momenti più difficili, chi ha avuto il coraggio di credere nelle sue capacità contro ogni logica sociale e ogni pregiudizio e chi oggi gli offre la concreta opportunità di integrarsi pienamente nel tessuto sano della società. “La fiducia ricevuta è stata una responsabilità ancora prima che un’opportunità. Continuerò a restituire, attraverso il mio impegno, ciò che tanti hanno scelto di investire in me”. Il suo è un invito semplice ma forte: il cambiamento è possibile e, molto spesso, inizia scegliendo di aprire un libro. Può essere la spinta ad una nuova vita, di riconciliazione con la propria esistenza e di una concreta prospettiva futura.










