di Gennaro Scala
cronachedi.it, 28 settembre 2020
La visita dei Garanti dei detenuti. Ciambriello: "Comprendeva quello che dicevamo, ma non poteva sollevare la testa dal cuscino". La famiglia: "Vogliamo solo che sia curato in maniera adeguata". L'attesa è stata lunga, ma alla fine l'incontro c'è stato.
Parliamo della visita annunciata dei Garanti dei detenuti, il regionale Samuele Ciambriello, e il cittadino Pietro Ioia che, insieme a una loro collaboratrice si sono recati presso la Casa circondariale "Giuseppe Salvia" di Poggioreale per verificare le condizioni di salute di Francesco Petrone, il 43enne del rione Traiano che è stato riportato in carcere malgrado versi in gravi condizioni. Il direttore sanitario ha incontrato Ciambriello e successivamente si sono recati entrambi da Petrone che si trova in isolamento all'interno del padiglione San Paolo, nel "Servizio di assistenza integrata".
Il "San Paolo" è un Centro diagnostico terapeutico, che raccoglie degenti anche provenienti da altre strutture penitenziarie, uno dei punti in cui si presta assistenza sanitaria ai detenuti all'interno del carcere di Poggioreale, dove è presente anche il Servizio di assistenza integrata, il cosiddetto "Sai". "Già da venerdì sera ha avuto un piantone, ovvero un detenuto più giovane deputato dargli una mano - ha affermato Ciambriello, che ha aggiunto - Sono rimasto molto turbato quando ho visto Petrone perché non è riuscito a muoversi, neppure sollevare la testa dal cuscino.
Eppure sembrava vigile. Comprendeva, ma non riusciva a muoversi. Un altro detenuto con cui ho parlato sempre ieri e che ha un tumore si è alzato, è venuto a parlare con noi, ma Petrone no. Ne ho viste tante in 40 anni, ma un detenuto ridotto così mai".
Ma la visita non si è limitata al solo Petrone. "Abbiamo visto Francesco, un altro detenuto che deve scontare altri due anni. Doveva farsi una visita specialistica, un'ecografia total body. Al Cardarelli avevano predisposto tutto, ma il giorno in cui avrebbe dovuto spostarsi, non c'era la scorta. Bisogna salvaguardare la sicurezza certo, ma quello alla salute è un diritto inviolabile".
I garanti hanno avuto un incontro con il direttore sanitario del carcere che già venerdì aveva incontrato i familiari di Francesco Petrone, chiedendo loro quali farmaci assumesse per poter continuare la terapia. "Una vita non può valere una condanna".
Era questo lo striscione affisso all'esterno del carcere di Poggioreale nella giornata di venerdì, quando è stata organizzata una protesta da parte dei familiari del 43enne rione Traiano. Una protesta organizzata perché per lui era arrivata la decisione di revoca del regime dei domiciliari e un nuovo trasferimento a Poggioreale.
"Vergogna, vergogna" scandivano le persone presenti all'esterno della casa circondariale. La manifestazione è poi rientrata dopo un faccia a faccia con un ispettore e un dirigente sanitario. Ha 43 anni Francesco Petrone detto 'o nano, ed è indicato dall'Antimafia come un personaggio di spicco della mala del rione Traiano. Fu arrestato nel 2017 e in aprile fu colpito da ischemia. Il mese successivo arrivò per lui una anche una condanna a 19 anni di reclusione.
Venerdì il ritorno in carcere perché, secondo i giudici, Petrone può avere un'assistenza sanitaria adeguata anche in carcere. Ma cosa ne pensano i familiari? "Non insistiamo per farlo scarcerare, ma non vogliamo che muoia in carcere. È necessario che abbia assistenza a tutte le ore e che venga curato in maniera adeguata".










