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di Bruno Pavone

 

Il Roma, 1 agosto 2018

 

Sono quasi mille i detenuti in più detenuti nelle carceri napoletani di Poggioreale e Secondigliano, che ancora una volta sono al primo posto per numero di reclusi. Dati sconcertanti se si sommano a quelli relativi ai suicidi e alle aggressioni: ben 500 dall'inizio dell'anno.

La situazione dei 15 istituti penitenziari della Campania è pesante perché oltre al sovraffollamento si somma anche la carcere di agenti di polizia penitenziaria, addetti alla sicurezza dei detenuti: circa il 25 per cento in meno sulla pianta organica. Questa mattina le associazioni di ex detenuti hanno tenuto una manifestazione fuori alle porte di Poggioreale per chiedere maggiori azioni di controllo a tutela dei detenuti reclusioni in quello che chiamano "il mostro di cemento". "L'ennesimo suicidio di un detenuto e il recente crollo del solaio su una parente che si era recata in visita nel carcere la dicono tutta sullo stato di fatiscenza e di abbandono del carcere - ha sottolineato Pietro loia, presidente di un'associazione di ex detenuti - per questo chiediamo al nuovo ministro della Giustizia, di fare presto a chiudere Poggioreale e ad aprire nuove strutture carcerarie a Napoli e nelle altre città, ricordando che la pena deve essere rieducativa e non punitiva ai limiti della privazione della dignità".

Già da questa mattina è partita poi una raccolta firma indirizzata al Presidente della Repubblica "per la delocalizzazione del carcere di Poggioreale perché non vogliamo aspettare altri morti e altri crolli affinché le istituzioni assumano questa decisione". "Sono trascorsi due anni da quando l'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, annunciò di voler alienare San Vittore, Regina Coeli e Poggioreale affinché scontare la pena non sia, come invece, molto spesso, è attualmente, una punizione aggiuntiva per via del sovraffollamento e delle strutture irrimediabilmente antiche.

Una tortura più che una rieducazione, soprattutto quando fa troppo caldo o fa troppo freddo e una piccola cella deve ospitare più detenuti di quanti ce ne potrebbero stare. Da allora, su queste strutture carcerarie - sulle quali, da tempo, abbiamo lanciato il nostro grido di allarme, e, particolarmente, su Poggioreale, è calato di nuovo il silenzio ed il buio, sfociati, di recente, nell'ennesimo suicido nell'istituto penitenziario di Napoli che somiglia, sempre più, ad un mostro che uccide. Va ancora riconosciuto il ruolo importante della Polizia Penitenziaria perche se e vero che in questo primo semestre ci sono stati ben 24 suicidi nelle carceri italiane, e altrettanto vero che ne sono stati sventati oltre 500 a dimostrazione dell'ottimo lavoro svolto dagli operatori delle carceri".

E quanto ha affermato il Segretario Federale di "Sud Protagonista", Salvatore Ronghi. "Il carcere di Poggioreale ha gravi ed incolmabili deficit innanzitutto sul piano strutturale ed è per questo che esso è un totale fallimento dal punto di vista della rieducazione della pena e del reinserimento sociale dei detenuti e, quindi, è un "mostro" da abbattere", ha sottolineato Ronghi.

"Come movimento politico, ne proponiamo la delocalizzazione in un'area periferica e la sostituzione con un edificio moderno, con spazi adeguati per i detenuti e per svolgere tutte quelle attività necessarie al reinserimento nella vita sociale. La delocalizzazione del carcere sarebbe utile, inoltre, per la riqualificazione del quartiere di Poggioreale, con grandi benefici economici e sociali per il territorio della municipalità, un progetto alternativo che presenteremo alle autorità territoriali a settembre prossimo".