di Fabrizio Geremicca
Il Manifesto, 28 ottobre 2025
Il ventisettenne gambiano è stato ricoverato al Cardarelli e poi al Cotugno ma non c’è stato nulla da fare. I compagni di cella: “Soffriva da tempo di dolori, tossiva e perdeva sangue dalla bocca”. Konte Allhaje, ventisettenne gambiano, era stato rinchiuso a Napoli nel reparto Salerno del carcere di Poggioreale un anno fa, ad ottobre 2024, per scontare una condanna per piccolo spaccio di stupefacenti. Ne è uscito il 30 settembre scorso per essere ricoverato al Cardarelli e poi essere trasferito il 3 ottobre al Cotugno, l’ospedale napoletano specializzato in malattie infettive. Lì è morto il 10 ottobre a causa di una grave forma di tubercolosi.
La vicenda ha acceso ancora una volta i riflettori sul tema dell’adeguatezza e della tempestività dell’assistenza sanitaria per i detenuti. Aperta un’inchiesta da parte della procura per verificare se ci siano state omissioni e negligenze da parte di chi nel carcere avrebbe dovuto garantire che il detenuto fruisse dell’assistenza sanitaria. Sono state sequestrate le cartelle cliniche relative ai due ricoveri di Konte.
Il caso è finito in parlamento, dove i senatori di Avs Peppe De Cristofaro, Ilaria Cucchi e Tino Magni hanno presentato un’interrogazione ai ministri Nordio e Schillaci. “Fino ai mesi estivi del 2025 - ricostruiscono - il detenuto svolgeva regolare attività lavorativa all’interno dell’istituto, circostanza che, di norma, presuppone una condotta regolare e affidabile. Nel corso dell’estate, tuttavia, Konte sarebbe stato sottoposto a un periodo di isolamento lungo circa un mese, al termine del quale le sue condizioni fisiche sarebbero apparse fortemente peggiorate (notevole dimagrimento, tosse persistente, stato di grave debilitazione)”.
De Cristofaro, Cucchi e Magni scrivono: “Secondo quanto riferito da più fonti e nonostante le reiterate richieste di assistenza sanitaria, il detenuto non sarebbe stato visitato o curato tempestivamente e solo in una fase ormai avanzata della malattia sarebbe stato trasferito al Cardarelli e successivamente al Cotugno”. I tre parlamentari fanno anche riferimento a un’altra circostanza: “Risulterebbe che la notizia del decesso non sia stata comunicata tempestivamente ai familiari e agli operatori che lo seguivano”.
Il 25 ottobre l’ex Opg Je so’ pazzo, Mediterranea Saving Humans, esponenti delle comunità dei migranti e altri hanno promosso un presidio davanti al carcere di Poggioreale. Hanno denunciato che il ragazzo aveva già chiesto di essere visitato nella medicheria del penitenziario il 30 luglio, ma che la sua richiesta non avrebbe avuto alcun riscontro. A Poggioreale sono presenti 2.149 detenuti per una capienza teorica massima di 1.600 posti, attualmente ridotta a 1.300 perché sono in corso lavori in uno dei padiglioni. Nel penitenziario, secondo i dati che ha fornito giorni fa Samuele Ciambriello, il garante dei detenuti in Campania, “dall’inizio dell’anno si sono verificati 2 suicidi, 25 tentativi di suicidio, 202 casi di autolesionismo, 3 decessi per cause da accertare e 9 per cause naturali”. Relativamente alla morte del giovane gambiano, Ciambriello riporta le testimonianze dei compagni di cella del ragazzo: “Soffriva da tempo di dolori, tossiva e perdeva sangue dalla bocca”.











