giustizianews24.it, 11 dicembre 2020
Una "Giornata di digiuno e di solidarietà" per chiedere misure urgenti per il mondo penitenziario si terrà sabato 19 dicembre a Napoli. A promuoverla sono stati il Garante per i diritti dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, ed il responsabile della pastorale carceraria della diocesi di Napoli, don Franco Esposito.
Nel corso della giornata sul tema "Fame di Giustizia e Sete di Verità" (dalle 11 alle 15) si terrà anche un presidio dinanzi al carcere di Poggioreale. "Porteremo la nostra fame di giustizia e la nostra sete di verità, ognuno con la propria storia e la propria visione del mondo, ma tutti insieme per gridare forte che non è più tempo di perdere tempo e che c'è bisogno di intervenire subito", si leghe in una nota.
Il carcere, si legge sempre nella nota, non deve essere "un luogo oscuro e separato dalla società, perché ogni vita deve essere salvata da un virus che non conosce limiti e barriere. In questi mesi tutti noi abbiamo conosciuto la paura e il timore per un virus che ha cambiato le nostre vite. Abbiamo imparato a mantenere a usare le mascherine, a igienizzare le mani e a mantenere la distanza gli uni dagli altri. Tutte misure indispensabili, in attesa di un vaccino, che rispettiamo con rigore. E chi è in una cella con altre dieci persone e un solo bagno come fa?".
Si chiede "che non si perda altro tempo ad adottare tutti quei provvedimenti che riducano la presenza nelle carceri sovraffollati e consentano a quante più persone possibile di scontare con misure alternative la propria pena". Tra le prime adesioni si registrano quelle dell'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe arcivescovo di Napoli; di padre Alex Zanotelli missionario comboniano; di Pietro Ioia, garante dei detenuti della città metropolitana di Napoli; di Carlo Mele, garante dei detenuti della provincia di Avellino; di Emanuela Belcuore, Garante dei detenuti della provincia di Caserta; di don Tonino Palmese vicario episcopale Carità e Giustizia; di don Enzo Cozzolino, direttore Caritas diocesana di Napoli; dei cappellani carcere "Giuseppe Salvia" Poggioreale; dei cappellani carcere di Secondigliano, di don Antonio Loffredo Fondazione san Gennaro; di Don Maurizio Patriciello parroco di Caivano e della Comunità Sant'Egidio e di numerose altre associazioni di volontariato.











