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di Francesca Piccolo

Il Mattino, 10 novembre 2024

Gli eventi tragici degli ultimi giorni a Napoli impongono riflessioni, si fissano in alto nell’agenda istituzionale e pubblica i temi dell’educazione, della sicurezza, della rigenerazione e dell’inclusione. Le Università riportano l’attenzione sul circuito di strumenti giuridici messi in campo con opportunità di formazione e specializzazione per gli operatori. Ieri pomeriggio presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (Vico Monte della Pietà, 1 - Napoli) si è tenuta la presentazione del programma didattico del Corso di perfezionamento in Giustizia Riparativa, organizzato dal Dipartimento universitario con la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale - Sezione San Tommaso d’Aquino, la Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania, il garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale con il contributo di Fondazione Con il Sud.

“Un’opportunità di specializzazione per coloro che hanno concluso la laurea specialistica, professionisti, avvocati, psicologi, sociologi già operanti nei circuiti formali della mediazione familiare e di quella interculturale - dice Michelangelo Pascali docente e coordinatore. “Attendiamo da anni il decreto attuativo annunciato dalla riforma Cartabia, in grado di conferire strumenti giuridici più incisivi, e in questa sfida sociale un ruolo centrale lo avranno i centri di mediazione pubblica”. Carmine Matarazzo, professore di Teologia pastorale della Pontificia Facoltà Teologia dell’Italia Meridionale - Sezione San Tommaso d’Aquino - “da anni lavoriamo nella formazione dei volontari in ambito cattolico collaborando con la Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania, resta fondamentale il dialogo con le vittime in senso riparativo ma anche con i “carnefici” per il loro reinserimento”. “La punizione è un paradigma trasversale appartenente ad ogni epoca, ma è necessario declinare un concetto di giustizia inclusiva, riparativa che metta al centro la capacità di responsabilizzare e rimotivare coloro che entrano in carcere o vivono per lungo tempo nel circuito della comunità penitenziaria - spiega Samuele Ciambriello garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive. don Tonino Palmese presidente Fondazione Pol.i.s. ha posto l’accento “sulle possibilità di reinserimento attraverso il lavoro e sulle azioni di supporto ai parenti delle vittime”. Nella tavola rotonda Dora Gambardella, direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II ed Enrica Amaturo, coordinatrice del Corso di dottorato in Scienze Sociali e Statistiche dell’Università Federico II.