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Corriere del Mezzogiorno, 2 aprile 2020


Venti minuti di "battitura" per denunciare i rischi in regime di detenzione. Hanno fatto sentire la loro voce i detenuti del carcere di Poggioreale, a Napoli, squarciando il silenzio surreale di un quartiere popoloso ma oggi desolato come a Ferragosto a causa del coronavirus: per venti minuti hanno colpito con forza le sbarre delle loro celle, con qualunque oggetto avessero a portata di mano, per chiedere libertà e l'indulto, parole gridate con forza da tutti i padiglioni. La protesta lanciata da un gruppo di familiari su Facebook: anche i familiari, infatti, si sono affacciati ai balconi delle abitazioni per fare rumore con pentole e mestoli. Da stamattina il personale della polizia penitenziaria era in stato di allerta: si temevano tensioni che, però, secondo quanto finora si è appreso, non si sono verificate.