di Rosanna Borzillo
Il Mattino, 30 dicembre 2025
Vicinanza il pranzo all’istituto “Pasquale Mandato” di Secondigliano. “Nessuno è irrecuperabile”. È con queste parole che il cardinale arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, ha voluto parlare al cuore degli ottantadue detenuti che ieri hanno condiviso con lui il pranzo di Natale nel centro penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano, a Napoli. Uomini scelti tra i più poveri, spesso stranieri o senza familiari, per i quali il Natale rischia di essere solo un giorno come gli altri. “Una persona non coincide con i propri errori”, ha ricordato l’arcivescovo, rivolgendosi ai detenuti nella sala addobbata a festa, trasformata per qualche ora in uno spazio di ascolto e di speranza.
Battaglia ha offerto parole di incoraggiamento, invitando a non arrendersi: “Si è grandi non quando non si sbaglia, ma quando si riconoscono i propri errori e si trova la forza di ricominciare”. Sono state oltre novecento le persone fragili che, nel giorno di Natale, si sono sedute ad altre tavole a Napoli con la Comunità di Sant’Egidio. Anche i pranzi nelle carceri di Secondigliano e Poggioreale fanno parte di un impegno che vuole restituire dignità e vicinanza a chi vive la condizione dell’emarginazione.
Quest’anno, però, il gesto assume un peso ancora maggiore. “Il carcere attraversa un momento di profonda sofferenza - spiega Antonio Mattone della Comunità di Sant’Egidio - segnato dal sovraffollamento e dalle difficoltà legate alla salute dei detenuti. Il pranzo resta un’occasione concreta per aprire una finestra sul mondo esterno, soprattutto per chi desidera rimettere in gioco la propria vita”.
Accanto ai detenuti, anche il neodirettore del carcere, Gianfranco Marcello, in carica da un mese, che ha ribadito il nodo del sovraffollamento, sottolineando però “il valore e il senso di un’iniziativa importante per chi vive la detenzione”. A tavola, un menù natalizio e, alla fine, un regalo per tutti: un segno semplice, ma capace di ricordare che nessuno è solo e che, anche dietro le sbarre, il Natale può ancora parlare di speranza.










