di Fiorangela d’Amora
Il Mattino, 15 settembre 2024
L’incontro a Castellammare organizzato da un pool di avvocati. La situazione delle carceri in Italia, l’analisi fatta da addetti ai lavori. Si è tenuta a Castellammare, presso la sala convegni dell’Hotel Stabia il convegno “Criminalità tra carcere, violenza e giustizia ripetitiva”. Tra i relatori Irma Conti, garante nazionale delle persone private della libertà: “La situazione precaria delle carceri è cronica e non è una emergenza solo di questi ultimi anni - ha detto l’avvocato Conti - vanno implementate le assunzioni nella polizia penitenziaria, anche perché quelle fatte in questi anni servono solo a coprire i pensionamenti. Attualmente in Italia ci sono 61mila detenuti, un numero sproporzionato rispetto agli addetti alla sicurezza.
Il carcere deve essere un luogo per il recupero, e questo non va mai dimenticato. Tempo fa ho incontrato un ergastolano ad Oristano che si era laureato. Mi disse che il carcere aveva fatto il suo dovere ed ora, grazie a questa possibilità, i suoi figli l’avrebbero ricordato non solo per quello che ha fatto ma soprattutto perché si era laureato. Oggi occorre puntare sull’implementazione della giustizia riparativa. Bisogna farlo per le carceri, per i detenuti e soprattutto per la società”.
L’incontro è stato organizzato dallo studio legale Paolillo & Partner che ha inteso concentrarsi sull’attuale situazione esplosiva, aggiornato colleghi ed esperi “per i crescenti episodi gravi di cronaca - ha spiegato l’avvocato Andrea Paollilo - che si sono verificati nelle carceri”. “Poggioreale è un girone dell’inferno - ha commentato la deputata Annarita Patriarca, intervenuta al convegno - Nei mesi scorsi abbiamo visitato gli istituti penitenziari nel sud Italia. A Poggioreale ci sono stanze con 12-13 detenuti, con letti a castello da tre. Una situazione da migliorare. Il problema numero uno è sicuramente il sovraffollamento. A Poggioreale ci sono attualmente 2.060 detenuti per un carcere che ne può contenere 1300 considerando la chiusura di un padiglione per lavori che si concluderanno tra tre anni”.
Presente anche la direttrice del centro penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano, la dottoressa Giulia Russo: “Nelle carceri noi dobbiamo rieducare e risocializzare e per essere credibili bisogna puntare da una cosa semplice: la quotidianità - ha detto Russo - A Secondigliano abbiamo distribuito 300 frigoriferi, cambiato le televisioni e sostituito 680 materassi. Per il reinserimento abbiamo allestito delle sale di formazione lavorativa e nel 2018 abbiamo firmato un protocollo d’intesa con la Federico II. Oggi sono iscritti ai corsi 80 detenuti e 8 di questi sono laureati”.
A concludete gli interventi Angelica Di Giovanni, già presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli: “Nel 2010 scrivevo che la confusione totale che accompagna le istituzioni del diritto penale risolvendosi in un’incertezza del diritto della pena costituisce il nocciolo della crisi che il nostro sistema del diritto penale sta attraversando. Non è cambiato molto da allora. Resta immutata la domanda di base ancora oggi: stare dalla parte di Abele o recuperare Caino? In questo paese tutti hanno ragione e tutti hanno diritto a tutto. Per dirla alla giuridichese: nella corsa all’ultima garanzia, l’unico a non essere garantito è lo Stato”.











