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La Stampa, 28 ottobre 2022

L’associazione Antigone: “Non si possono simulare mesi e mesi di coma apparente, è importante identificare la malattia specifica”. È stato trasferito dal carcere di Regina Coeli al penitenziario di Secondigliano l’“uomo che dorme”, il detenuto di 28 anni che da giugno scorso non si sveglia. A riferirlo è l’associazione Antigone: “Dopo la nostra denuncia pubblica il ragazzo è stato trasferito al carcere di Secondigliano a Napoli, dove si trova nel grande centro clinico dell’istituto. Una serie di approfondimenti medici sono stati programmati nei prossimi giorni, in particolare di tipo neurologico, per cercare finalmente di andare oltre quella semplicistica diagnosi effettuata a Regina Coeli secondo la quale il ragazzo sarebbe un simulatore”.

Il giovane, originario del Pakistan, è infatti soprannominato dal personale del carcere “il simulatore”. A raccontare la sua storia è stata Susanna Marietti, coordinatrice dell’associazione Antigone, che ha incontrato l’uomo a giugno scorso. “Non si possono simulare mesi e mesi di coma apparente - spiega ancora l’associazione -. Nel frattempo, stiamo lavorando per cercare di mettere in contatto le autorità sanitarie di Secondigliano con un gruppo di ricercatori che lavora da anni sui disturbi neurologici funzionali, quelli privi di un’apparente causa organica, come sono queste sindromi del sonno”.

“In questi giorni abbiamo imparato - prosegue Antigone - che si tratta di un universo variegato: esistono sindromi del sonno diverse tra di loro, ciascuna con le proprie peculiarità. E’ importante identificare la malattia specifica del ragazzo per poter intervenire correttamente. Trattandosi di sindromi molto rare servono neuropsichiatri esperti e specializzati in questo tema. Le autorità penitenziarie di Secondigliano si sono mostrate molto disponibili e ci stanno aiutando a creare questo ponte tra medici”.