sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Angelo Agrippa

Corriere del Mezzogiorno, 17 agosto 2023

Ciambriello: “Risorse stanziate da anni e inutilizzate”. Lo sguardo costante e fisso sulle condizioni dei detenuti, tanto che pochi giorni fa ha anche segnalato l’anomalia di concedere la cosiddetta ora d’aria nella fase della giornata più assolata e, quindi, inopportuna: dalle 13 alle 15.

Il Garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello anche quest’anno ha dedicato una visita al carcere di Poggioreale nel giorno di Ferragosto (in particolare nei padiglioni Napoli, Italia, Genova, Firenze). Ha registrato la presenza di 2.064 reclusi su una capienza ufficiale di 1639 posti, vale a dire oltre 400 persone ristrette in più rispetto alla capacità dell’istituto. Ma anche un numero esorbitante di detenuti tossicodipendenti e malati psichici. “Anzitutto - ha spiegato Ciambriello al termine della visita - voglio ringraziare gli agenti di polizia penitenziaria che, pur in numero ridotto, hanno con professionalità reso possibile la mia visita come garante. Ho riscontrato un sovraffollamento che significa che in una cella con letti a castello impilati per tre possiamo trovare anche 10 -12 persone, ma anche l’impossibilità a garantire con tempestività interventi sociali e sanitari adeguati rispetto al bisogno. Il primo punto che voglio evidenziare è la necessità di interventi di manutenzione ordinaria nei reparti che garantiscano il rispetto della dignità umana e, per quanto possibile, della vita privata, e rispondere alle condizioni minime richieste in materia di sanità e di igiene, tenuto conto delle condizioni climatiche. In alcuni reparti non si riesce a garantire la doccia calda, così come ancora in molte celle ci sono evidenti

Il garante segni di muffa e umidità che rendono gli ambienti insalubri. In certi casi è necessario poi procedere a una ristrutturazione straordinaria che adegui i reparti detentivi a quanto previsto dallo stesso regolamento di esecuzione penitenziaria e dalle indicazioni della Corte dei diritti dell’uomo”. Secondo Ciambriello ci sono risorse stanziate, circa 13 milioni, da molti anni che però non si riesce a utilizzare: “Mi domando come sia possibile e perché non si riesca a trovare una soluzione”.

Quindi, il garante ha sollevato un altro punto relativo alle disfunzioni, i cui effetti ricadono sulla qualità della convivenza dietro le sbarre: “È urgente procedere immediatamente a una derattizzazione - ha sottolineato - perché ci è stata segnalata e confermata la presenza di ratti che entrano nei reparti detentivi con rischi gravissimi per i ristretti e il personale. Così come ritengo sia necessaria anche una disinfestazione per la presenza di blatte. Quindi, intendo aprire un tavolo di confronto permanente sui livelli di assistenza sanitari e la presenza di personale medico e specialistico per offrire servizi sanitari adeguati, con la presa in carico della persona, e tenere conto della maggiore difficoltà di accesso alle cure e di maggiore complessità dovuta alla privazione della libertà. Non è pensabile che si attendano mesi per una radiografia urgente o per una visita specialistica, che non si garantiscano presidi medici multi professionali in ogni reparto. Trovo poi indispensabile, visto l’alto numero di detenuti con problemi psichici, rafforzare gli interventi di prevenzione, cura e sostegno del disagio psichico”.

Ciambriello ha lanciato infine un appello alla politica e alle istituzioni penitenziarie, ma anche ai singoli cittadini, perché ci siano provvedimenti e presupposti politici e culturali nuovi sul carcere e sul suo utilizzo come extrema ratio: “So che si tratta di un elenco numeroso di criticità e che non tutte si possono risolvere a breve. Però non possiamo rassegnarci a questo stato di cose. Una persona detenuta perde la libertà, non può e non deve perdere la dignità di essere umano. Considerato che il carcere in molti casi è veleno piuttosto che medicina, il vero rimedio consiste nel ridurre drasticamente l’impiego, utilizzando misure alternative, depenalizzando i reati minori ed evitare di coniugare il populismo penale con quello politico”.