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di Andrea Ossino, Valentina Ruggiu

La Repubblica, 7 novembre 2022

Il mistero del detenuto che dorme da un anno: è malato o fa finta? Ahmad Ali sta affrontando un processo penale in cui è accusato di violenza sessuale su minore. Ma nessuno riesce più a parlargli.

Da oltre un anno Ahmad Ali sta affrontando un processo penale in cui è accusato di violenza sessuale su minore, un fattaccio avvenuto tra le strade del rione Materdei di Napoli. Il commerciante pakistano di 28 anni tuttavia non si difende. Dorme. Da un anno.

Quando il suo avvocato prova a parlargli, lui dorme. Quando il giudice si rivolge a lui, dorme. Quando il pm lo interroga, dorme. Quando lo visitano i dottori nominati dal tribunale, dorme. Medici, infermieri, mediatori culturali, compagni di cella ed esperti di diritto, in molti hanno provato a parlargli, ma lui dorme.

Solo il gip di Civitavecchia ha avuto l’onore di ascoltare la voce di Ahmad, quando all’indomani dell’arresto il ragazzo si è dichiarato innocente. Poi è stato portato nel carcere di Regina Coeli, dove ha smesso di mangiare, di bere, di parlare e infine di alzarsi dalla branda guadagnandosi l’appellativo coniato dagli altri detenuti de “il simulatore”. La diagnosi dei carcerati è parzialmente corretta.

I medici la chiamano sindrome di Ganser ed è una questione a tratti pirandelliana: “Il detenuto cerca di recitare più o meno consapevolmente la parte del malato di mente in conformità a quello che egli ha imparato o ritiene essere la malattia mentale”, scrivono i periti nominati quando al tribunale è sorto il dubbio che quell’uomo dormiente non stesse tanto bene.

Ahmad è malato, dicono i dottori: ha “una sofferenza psicologica reattiva alla detenzione”. Ma non lo è: il suo atteggiamento “non è certamente conseguenza di una patologia psichiatrica”, scrivono. Non è dato sapere se si sia ammalato a furia di fingere o se finge in quanto malato.

Difficile addentrarsi nei dubbi amletici della psicologia. “Sei a metà tra la simulazione e la psiconevrosi, per questo è controversa come diagnosi”, dice l’esperto, il dottor Antonio del Casale, ricercatore alla Sapienza e responsabile di Salute Mentale al Sant’Andrea.

La cartella clinica redatta dai medici dell’ospedale Pertini, struttura che Ahmad ha visitato una serie di volte, racconta anche di “ipotesi diagnostica di simulazione” e in un caso i dottori si sono insospettiti: “Viene riferita attivazione notturna in contrapposizione con l’atteggiamento catatonico diurno”, scrivono.

Alla fine è stato deciso che Ahmad può affrontare il processo. Non la pensa così il suo difensore, Donato Vertone, che è tornato a chiedere un’altra perizia perché la sindrome di Ganser “sebbene insorga volutamente per ottenere un vantaggio successivamente permane e si stabilizza…con meccanismi inconsci”. Al momento i giudici vanno avanti, gli avvocati si oppongono e i dottori si scervellano. Nel frattempo Ahmad è a Secondigliano, dove dorme avvolto da un sonno pirandelliano: “Così è se vi pare”.