di Titti Beneduce
Corriere del Mezzogiorno, 24 febbraio 2024
L’uomo sta scontando a Poggioreale una condanna per reati sessuali da quando ne aveva 87. Nel padiglione “Venezia” ci sono anche otto ultraottantenni. “Oggi nella mia visita al carcere di Poggioreale ho incontrato un detenuto di 92 anni e nello stesso reparto ho parlato a lungo con un ultraottantenne: ce ne sono in tutto otto. Nessuno per una condanna di omicidio, tutti ristretti per ragioni di sicurezza e non di civiltà giuridica. Non è in gioco solo la dignità dei diversamente liberi. Si tratta di preservare la loro stessa vita, vista la loro avanzata età”. È l’appello lanciato dal garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, dopo avere incontrato alcuni detenuti del reparto “Venezia”, dove si trovano le persone condannate per reati sessuali.
Il detenuto di 92 anni dovrà trascorrerne in cella poco meno di altri tre. Deve scontare una condanna a sette anni; è stato imprigionato quando di anni ne aveva già 87 per un reato di natura sessuale. Secondo Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Regione Campania, si tratta del recluso più vecchio d’Italia. Nel suo caso non è stato possibile attivare misure alternative alla detenzione, come prevede la legge per le persone che abbiano superato i 70 anni di età.
“Questo perché - spiega Ciambriello - i reati di natura sessuale sono ostativi. Ma la verità è che ogni storia è diversa da un’altra e questa vicenda giudiziaria è completamente differente da quella di un vero e proprio stupratore. Si tratta di un reato che l’ha condotto in cella quando aveva 87 anni e per questo la carcerazione appare insensata, sia per l’età avanzata, sia perché è davvero complesso ipotizzare che quest’uomo costituisca un pericolo per la società. Sarebbe etico - continua il garante - che venisse affidato a una comunità per trascorrere lì gli ultimi anni della sua esistenza, tenerlo rinchiuso in cella appare davvero un atto disumano”.
Il detenuto più anziano d’Italia vive in una cella insieme ad altri reclusi; per ora è ancora autonomo, anche se fortemente provato per le condizioni di detenzione a un’età così avanzata. I medici di Poggioreale lo visitano ovviamente con maggiore frequenza per accertarsi del suo stato di salute, i suoi familiari gli fanno visita nei giorni stabiliti per i colloqui e gli inviano generi di conforto, tuttavia nemmeno il suo avvocato ha potuto ottenere l’applicazione di misure alternative. Ma il caso, anche se clamoroso per l’età del protagonista, non è l’unico sotto la lente del garante. “Sempre a Poggioreale abbiamo un altro detenuto di 72 anni affetto da sclerosi multipla, almeno una trentina di persone affette da disturbi mentali -aggiunge il garante -, insomma una umanità dimenticata che meriterebbe sorte diversa dal restare rinchiusa in carcere”.











