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di Titti Beneduce

 

Corriere del Mezzogiorno, 9 luglio 2020

 

I dati della relazione del Ministero depositata al Senato. Presentata al Senato la relazione annuale sull'applicazione delle misure cautelari personali e sui provvedimenti di riconoscimento del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione predisposta dal Ministero della Giustizia. I dati: come numero di ordinanze di risarcimento, 129, il distretto di Napoli detiene il record italiano, seguito da quello di Reggio Calabria (120) e da quello di Roma (105).

È in aumento nel distretto giudiziario di Napoli il numero delle persone risarcite per un'ingiusta detenzione, mentre cresce anche la somma erogata: se nel 2018 le ordinanze che disponevano il risarcimento erano 113, l'anno successivo sono state 129; quanto all'importo dei risarcimenti, è passato da due milioni e 400.000 euro a tre milioni e 200.000. La media per ordinanza è salita da 21.000 a 24.000 euro. I dati sono contenuti nella relazione annuale sull'applicazione delle misure cautelari personali e sui provvedimenti di riconoscimento del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione, predisposta dal Ministero della Giustizia e presentata al Senato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà.

Come numero di ordinanze di risarcimento, 129, il distretto di Napoli detiene il record italiano, seguito da quello di Reggio Calabria (120) e da quello di Roma (105). Quando si passa alle cifre, tuttavia, il primato passa a Reggio, dove per i risarcimenti, lo scorso anno, sono stati erogati ben nove milioni e 800.000 euro. Il distretto di Napoli è preceduto anche da quello di Roma (quattro milioni e 897.000 euro), di Catanzaro (quattro milioni e 458.000), di Catania (tre milioni e 576.000), e, sia pure di di Palermo (tre milioni e 217.000).

In tutto, in Italia, nel 2019 le ordinanze di risarcimento sono state mille, a fronte delle 895 dell'anno precedente. La somma accreditata a quanti sono stati detenuti ingiustamente è passata da 33.373.830 a 43.486.630 euro, con un importo medio di 43.487 euro per provvedimento (nel 2018 era stato di 37.289). La tabella - si sottolinea nella relazione - "evidenzia che gli esborsi di maggior entità riguardano provvedimenti dell'area meridionale".

Il report contiene anche altri dati interessanti, per esempio quelli relativi alle misure cautelari personali. Nel 2019, infatti, i giudici del Tribunale di Napoli (stavolta dunque il riferimento non è al ben più ampio distretto di Corte d'Appello) hanno applicato 4.316 2.212 delle quali erano ordinanze di custodia cautelare in carcere. La percentuale è del 51%, molto superiore alla media nazionale che è del 33,6%. In altri 1.143 casi si trattava di arresti domiciliari, in 365 di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, in 304 di divieto o obbligo di dimora, in 289 di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Infine sono state emesse due ordinanze di custodia cautelare in un luogo di cura e un divieto di espatrio.

Dai dati contenuti nella relazione emerge poi che l'ufficio gip, retto da Giovanna Ceppaluni con la vice Isabella Iaselli, benché oberato di lamisure, voro, ha tempi accettabili o addirittura brevi: sulle 4.316 misure emesse nel 2019, infatti, 3.356, pari al 78 per cento, si riferivano a procedimenti iscritti nello stesso anno; 707, invece, quelle relative a procedimenti avviati negli anni precedenti. Un altro dato di interesse riguarda infine le condanne: su 542 procedimenti in cui è stata applicata la misura cautelare in carcere pervenuti a una decisione di primo grado, 468 (pari all'86%) si sono conclusi con una sentenza di condanna; 60 le assoluzioni, 14 i procedimenti che hanno avuto un esito diverso e non meglio precisato. Colpisce dunque che, con percentuali così alte, siano in aumento i risarcimenti assegnati per le ingiuste detenzioni.