di Espedito Vitolo
Corriere del Mezzogiorno, 5 luglio 2026
Zuccarelli (Ordine dei medici): “C’è il tema della marginalità”. Cosa vuol dire diventare padre a 14 o 15 anni e non averne la coscienza? “Tanto - spiega la presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli, Paola Brunese - eppure ho visto molti di questi ragazzi nelle aule. Con genitori che ne facevano un vanto e avvocati che tentavano di sottolineare questo aspetto per ottenere clemenza”. Errori fatti per ignoranza, in un contesto culturale che non sa valutarli. Ma fatti anche perché nessuno ha insegnato a questi ragazzi cose come l’educazione sessuale. Basta poco per dare un indirizzo, una speranza.
È l’obiettivo del progetto Scuola dedicato agli ospiti dell’Istituto penale per Minorenni di Nisida e promosso dall’Ordine dei medici. Ieri se n’è tracciato un primo bilancio. “Una goccia nel mare - ha detto il presidente dell’Ordine dei Medici, Bruno Zuccarelli - ma una goccia che può dare speranza”. Ed è così, perché curare sé stessi, avere coscienza delle malattie, possedere strumenti per rendersi conto di cosa siano le dipendenze, può aiutare eccome. “Sì - racconta un ragazzo di Nisida - ora so che certe cose, anche soltanto il fumo e l’alcol, possono portarti a commettere azioni che non vuoi. Io l’ho capito ora qui, e voglio spiegarlo anche a mio figlio”.
Circa 50 ragazzi dell’Ipm di Nisida sono stati coinvolti in incontri dedicati ad affettività e malattie sessualmente trasmesse, abuso di alcol, fumo, salute orale, dipendenze e corretti stili di vita. “La prevenzione - ha sottolineato Zuccarelli - non è solo un tema sanitario. È anche prevenzione del disagio, della solitudine, della rabbia, della marginalità”. E la Carmela di Mare fuori, al secolo Giovanna Sannino, sa quanto questi problemi riportati nella fiction siano “devianti” per i ragazzi lasciati a loro stessi. “Noi raccontiamo storie anche di marginalità - ha detto - ma la realtà non è diversa”. Il progetto ha dato i primi risultati e anche nelle piccole cose i ragazzi hanno capito. “Uno di loro - racconta il direttore dell’Ipm di Nisida Gianluca Guida - prima di incontrare la madre ci ha chiesto di poter fare la pulizia dei denti. Voleva avere un aspetto migliore per lei. Questo è l’inizio del rispetto per l’altro che dà speranza per il futuro”.
La presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli, Paola Brunese ha confermato che l’iniziativa sta dando i suoi frutti, ma ha anche rivelato un altro problema: “Ho difficoltà - spiega - a ottenere una diagnosi psichiatrica quando ci sono ragazzi con problemi mentali. Ecco, sbatterli in carcere non serve a nessuno”. Un aspetto che va sottolineato e affrontato perché spesso la violenza è frutto di un disagio che nessuno sa cogliere.
“Gli episodi di violenza che in questi giorni stanno ferendo Napoli, dagli spari a Montesanto alle azioni delle baby gang, ci dicono con forza quanto sia urgente stare accanto ai giovani. Soprattutto a quelli che hanno sbagliato, a quelli che si sono macchiati di reati gravi. Nessun ragazzo nasce perduto: il compito delle istituzioni, della scuola, della Sanità e della società civile è offrire strumenti, ascolto e possibilità concrete per ritrovarsi e ritrovare la strada”, insiste Bruno Zuccarelli. La presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli ha annunciato un’altra intesa, quella con gli industriali: “C’è un patto per il reinserimento dei ragazzi nel mondo del lavoro a fine pena. E devo dire che ho trovato grande corrispondenza dagli imprenditori. Molte leggi, con sgravi fiscali, aiutano questi reinserimenti. Gli industriali ci stanno dando una grande mano”.










