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di Roberto Fuccillo


La Repubblica, 16 novembre 2019

 

Al Molosiglio presentazione del "Blue Marlin II", un 14 metri sequestrato alla criminalità pugliese e ora a disposizione degli ex reclusi di Nisida. "Dovevamo metterci cinque giorni, invece dopo tre eravamo già al largo di Punta Campanella.

E i ragazzi si sono lamentati: "Già arrivati?". Ecco uno degli aneddoti chiave: "Avrebbero potuto passare gli altri due giorni a casa, invece...", racconta Enzo Morgera, patron della Comunità Jonathan, nel rendere conto della traversata da Gallipoli a Napoli, a bordo della "Blue Marlin II", una 14 metri a vela sequestrata alla criminalità pugliese e messa a disposizione ora dei ragazzi della comunità, a loro volta provenienti dalle "esperienze" del carcere minorile di Nisida.

La improvvisa passione per la vela e il mare, rivelata dal magone davanti al golfo, rianima il mondo di questi ragazzi, "troppo spesso in bianco e nero - dice Morgera - a due sole dimensioni, dove basta un nonnulla per far partire una reazione, uno scatto di violenza". Due dei quattro che fanno parte dell'equipaggio hanno precedenti per droga, uno è in carcere per violenze di gruppo legate al calare del cosiddetto branco sul Vomero nelle serate del weekend, un quarto è recluso per rapine seriali a farmacie.

I video della traversata, guidata dallo skipper Michele Morgera, figlio di Enzo, li ritraggono intenti a spazzare la barca, a cucinare o "cazzare la randa". Ma soprattutto a "apprendere la responsabilità verso gli altri, costruire quel senso di comunità che è uno dei migliori sponsor della legalità", come afferma Franco Roberti, ex procuratore antimafia, ora eurodeputato, ospite ieri al Molosiglio alla cerimonia di presentazione della barca che simbolicamente chiude il significato anticrimine di una attività iniziata oltre dieci anni fa, quando Morgera cominciò a girare uffici e direzioni giudiziarie per sottoporre il suo ardito progetto: offrire ai ragazzi un riscatto fra vele e onde.

Un progetto di cui hanno goduto fin qui una settantina di ragazzi con alle spalle storie ricorrenti: nel libro che racconta le prime uscite, con la "Catriona" messa a disposizione dall'associazione "Delfino" di Giovanni Di Guida, c'è il figlio di famiglia operaia sradicata dalla crisi che finisce in carcere per rapina, quello di disoccupato e casalinga arrestato per tentato furto, un altro con genitori separati e sulle spalle un concorso in tentata rapina, infine lo spaccio, la tipologia forse più diffusa.

Ma c'è un'altra continuità, quella fondamentale secondo Morgera: "Tutti i ragazzi hanno trasmesso agli altri questa passione, questa concezione attiva di una possibilità che non fosse solo la passiva opportunità di uscire dal carcere". Nel futuro della "Blue Marlin II" c'è anche la possibilità di offrire escursioni e tour nel golfo di Napoli.

"Se ne parlerà in primavera - dice Silvia Ricciardi, cofondatrice di Jonathan insieme a Morgera - Nel frattempo i ragazzi si alleneranno, devono partecipare anche alla regata dei tre golfi". Attorno all'iniziativa di Jonathan si stringono le autorità. Roberti ammette che "serve più impegno delle istituzioni a sostegno di queste realtà", poi promette che "mi batterò perché l'Europa metta più risorse contro la devianza minorile".

Pietro Spirito, presidente dell'Autorità portuale, si spinge a chiedere "una piattaforma comune di tutte le associazioni", perché "gli spazi sono comunque pochi, io stavolta ho detto sì alla "Blue Marlin" presso la Darsena Acton, ma a volte c'è l'imbarazzo di dover scegliere, sarebbe meglio se arrivassero richieste convergenti".

Maria Gemmabella, direttore dei centri per la giustizia minorile di Napoli, ritiene che "bisogna mettersi assieme per razionalizzare le risorse", chiede a Roberti che "l'Europa escluda dal debito pubblico le spese per le politiche sociali", invoca di "ristrutturare i beni confiscati, che sono spesso costruiti fuori dai piani urbanistici, e quindi pericolosi per chi li occupa, in tempi meno biblici di quelli legati al codice degli appalti".

Insomma gli addetti ai lavori discutono anche senza peli sulla lingua. Senza nascondere le emozioni, come Piero Avallone, presidente del Tribunale per i minorenni di Salerno, perché "iniziammo dieci anni fa". O Alfredo Vaglieco, presidente della Lega Navale, che ospita l'incontro e legge la lettera di auguri di Vincenzo Spadafora, oggi ministro, ma fra i primi a seguire Morgera quando era presidente regionale dell'Unicef. Infine anche Edoardo Pizzo, che porta i saluti di Nicola Ricci, segretario campano della Cgil.