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Il Mattino, 8 febbraio 2020


"Una scopertura del 42 per cento a Napoli e ad Avellino, del 37 per cento a Santa Maria Capua Vetere, mentre il carico di lavoro permane notevole (più di 17mila procedure sopravvenute nel 2019 per il Tribunale di Sorveglianza e più di 39mila per il solo ufficio di Napoli".

È il bilancio del presidente del Tribunale di Sorveglianza Adriana Pangia, a proposito delle carenze di personale amministrativo finora registrate. Dopo aver scritto al Ministero, dopo essersi recata in via Arenula, il presidente Pangia ha scandito i numeri dell'emergenza durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario, ribadendoli ieri mattina, ospite di una conferenza stampa organizzata dalla giunta della camera penale di Napoli e dalla Onlus "Il carcere possibile".

Ha spiegato il presidente Pangia: "Una gravissima situazione che non consente un accettabile esercizio delle nostre funzioni". Sono migliaia le istanze indirizzate al Tribunale di Sorveglianza, spesso riguardanti detenuti che potrebbero aspirare a lasciare il carcere per svolgere un ruolo socialmente utile, o - in situazioni ancora più gravi - per essere curati in strutture ospedaliere. Fascicoli che si fa fatica a consultare, in mancanza del personale adeguato, mail che in alcuni casi non vengono scaricate, e istruttorie al buio. Mancano le gambe e le braccia di un ufficio decisivo per assicurare la tutela della dignità dei detenuti, per garantire inserimento e formazione a chi ha subito una condanna.

Una denuncia che trova sostegno nel direttivo di piazza Cenni, guidato dal presidente Ermanno Carnevale, dal segretario Gaetano Balice, dagli avvocati Roberto Giovene di Girasole, Sergio Schlitzer, dal consigliere dell'ordine Gabriele Esposito, dalla penalista rappresentante della onlus "Carcere possibile", dagli esponenti della giunta di piazza Cenni Sabina Coppola, Andrea Abbagnano Tirone, Giuseppe Carandente, Mattia Floccher, Mario Fortunato. Poche settimane fa, si è rivelato vano il confronto tra il presidente Pangia e alcuni dirigenti del Ministero, che si sono limitati a recepire i numeri del caso napoletano.