di Elena Scarici
Corriere del Mezzogiorno, 15 giugno 2025
Don Luigi Merola, sacerdote fortemente impegnato nella lotta alla criminalità e presidente della Fondazione “‘A voce d’e creature”, comincia una nuova avventura. Dopo un’attesa di circa 20 anni ha avuto dal Comune un altro bene confiscato alla camorra, adiacente a quello che già gestisce in via Piazzolla all’Arenaccia, la ex villa di Bambù del boss Raffaele Brancaccio, dove accoglie oltre 200 ragazzi dai 6 ai 18 anni. Il nuovo locale di 500 metri quadrati si trova in via Guglielmo Pepe, poco distante.
Stesso proprietario, il boss Brancaccio, ragioniere del clan Contini. Nella nuova struttura don Luigi realizzerà un asilo-nido per circa 50 bambini da 0 a 5 anni. “Era da tempo che aspettavo - precisa - ora posso estendere l’aiuto anche ai più piccoli e andare incontro così alle esigenze delle mamme del quartiere, che avendo spesso i mariti in carcere, non possono lavorare”. Una nuova sfida attende dunque Merola che ha cominciato i lavori da pochi giorni. Il locale, un deposito che ospitava le slot machine gestite del clan, è rimasto abbandonato per tanto tempo e quindi ha bisogno di lavori importanti per circa 200.000 euro. “Per ristrutturarlo utilizzerò fondi privati - aggiunge il sacerdote. Ho già avuto 30.000 euro dall’Acen e 50.000 da Enel cuore oltre a varie donazioni singole. Mi mancano ancora 100.000 euro ma so che come sempre li troveremo. La provvidenza non ci abbandona”. Don Luigi è impegnato come tutti i giorni a lavorare con i ragazzi. In questo periodo nel campo estivo ci sono 120 ospiti da accudire.











