di Gennaro Scala
Corriere del Mezzogiorno, 11 novembre 2024
Anna Elia è la mamma di Renato Caiafa che si è difeso: “Ho trovato la pistola per strada, è partito un colpo per sbaglio”. Il marito Ciro fu ucciso in un agguato, il figlio Luigi, baby-rapinatore, da un agente di polizia. “Chiedo allo Stato di intervenire tra i vicoli di Napoli, di garantire un futuro ai nostri figli. Ci sono troppe armi in giro”. È l’appello di Anna Elia, la madre di Renato Caiafa, il 19enne fermato per la morte di Arcangelo Correra, rimasto ucciso in un tragico incidente mentre maneggiava una pistola. Questa almeno è la versione del giovane fermato.
“Mio figlio è un bravo ragazzo - racconta ancora la donna - Ha compiuto da poco 19 anni, si arrangia a fare l’aiutante pizzaiolo. Quando lo chiamano, va a lavorare. Cinque anni fa ha perso suo fratello Luigi e il padre in pochi mesi”. Nelle dichiarazioni rilasciate a “Il Mattino”, la donna spiega cosa è accaduto in piazzetta Sedil Capuano alle 5 del mattino di sabato. Racconta che è stato proprio Renato a spiegargli le cose: “Mio figlio mi ha detto che si stavano passando la pistola tra le mani come si passano le figurine dei calciatori e in quel momento è partito un colpo che ha centrato Arcangelo alla fronte. L’ho portato io in Questura. Poi Renato mi ha detto di andare da Antonella, la madre di Arcangelo e di spiegarle che era stato un tragico errore, che non voleva”. Parole che nella testa di Anna Elia continuano a rimbombare.
La donna esclude che l’arma fosse del figlio o, almeno di sua esclusiva diponibilità: “Chi possiede un’arma ha soldi, perché le pistole costano, e mio figlio non ne aveva di soldi. Lavorava a giornata in pizzeria, poi ci chiedeva dieci o venti euro per la benzina di tanto in tanto. Non poteva essere sua quell’arma. Sono madre di un ragazzo ucciso e vedova di un uomo morto ammazzato, non gliel’avrei mai consentito di custodire una pistola”.
Già perché Anna Elia è la madre di Luigi Caiafa, il 17enne ucciso a Napoli la sera del 4 ottobre 2020 , mentre commetteva una rapina. Caiafa, insieme con un complice, aveva preso di mira due ragazzi a piedi tra via Duomo e via Marina, ma in quel momento passavano degli agenti in borghese. Caiafa estrasse una pistola “giocattolo” ma priva del tappo rosso e uno degli agenti sparò, causandone la morte. Caiafa era in compagnia di Ciro De Tommaso, 18 anni, figlio di Gennaro De Tommaso, detto “Genny ‘a carogna”, arrestato per narcotraffico e oggi collaboratore di giustizia. La tragica fine di Luigi Caiafa fu celebrata anche sui muri della città. Per il 17enne fu allestito un murale con il suo volto proprio lì, in piazzetta Sedil Capuano, a trenta passi dal luogo in cui Arcangelo Correra ha trovato la morte. Ci furono polemiche per quel murale che culminarono con la rimozione per ordine della Prefettura. Appena un mese prima che fosse cancellato, Ciro Caiafa, marito di Anna Elia e padre del 17enne, fu ammazzato in un agguato di camorra all’interno della sua abitazione. Il killer entrò proprio dalla porta accanto alla quale campeggiava ancora il viso sorridente del figlio Luigi.
La donna spiega ancora, facendo riferimento a quel ritratto: “Lo Stato per me? Processi, forze dell’ordine, provvedimenti restrittivi. E ho sempre perso con lo Stato, anche quando scoppiò il caso della rimozione del murale dedicato a mio figlio: lo hanno tolto, ok, lo Stato ha vinto, ma io vedo ancora tanti ragazzi armati in giro”. Poi un pensiero anche per Arcangelo e la sua famiglia: “Piango per lui, poteva accadere anche a mio figlio. Ho un solo desiderio: abbracciare Antonella, piangere con lei, in attesa che qualcuno salvi i nostri giovani”.











