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di Gennaro Scala

Corriere del Mezzogiorno, 22 agosto 2024

La protesta dei detenuti del reparto “Avellino”. L’allarme dei sindacati: aggressioni agli agenti, risse e atti autolesionistici sono all’ordine del giorno. Nel carcere di Poggioreale, il più affollato d’Europa, nel pomeriggio, un detenuto ha incendiato un materasso e nell’istituto di pena si è scatenato il caos. La vicenda è stata raccontata da Tiziana Guacci, segretario per la Campania del Sappe, il Sindacato autonomo polizia penitenziaria: “Un detenuto italiano, recluso al 416 bis, del primo piano del Reparto Avellino (in cui sono presenti 151 detenuti) aveva una visita programmata di mattina: in prima battuta - spiega Guacci - ha rifiutato la visita, poi ci voleva andare, ma purtroppo per lui, la visita era già stata annullata. Poi, verso le 15, ha chiamato dicendo che si sentiva male. “Mentre il collega apriva per farlo scendere al pronto soccorso per le cure del caso - aggiunge Guacci - i detenuti hanno prima dato vita alla battitura e poi incendiato un materasso nella sezione”.

I detenuti spostati nelle aree del passeggio - La “battitura” è una vecchia forma di protesta che consiste nel “battere”, appunto, stoviglie o oggetti vari, contro le sbarre. Il fumo generato dall’incendio ha portato all’evacuazione di tutti i detenuti del primo piano e secondo piano, che sono stati condotti nelle aree dedicate al passeggio. Quasi tutti sono stati refertati. La sindacalista evidenzia che “le condizioni del carcere di Poggioreale continuano ad essere allarmanti, ma continua ad aumentare il numero dei detenuti che ad oggi è pari a 2.056, nonostante la chiusura del reparto Napoli, che ospitava circa 350 persone”.

Intervenuti anche i vigili del fuoco - Nella casa circondariale sono intervenuti anche i vigili del fuoco per scongiurare che l’incendio si propagasse. La Guacci ha anche evidenziato che “il Sappe, in più occasioni, ha chiesto pubblicamente che si tenga in considerazione le criticità dei penitenziari campani che evidentemente non sono più in condizione di gestire le troppe tipologie di detenuti, con una presenza di soggetti violenti, senza alcuna possibilità di diversa collocazione all’interno della Regione”. Poi rincara la dose, esprimendo sconcerto per “l’assenza di provvedimenti contro chi si rende responsabile di queste inaccettabili violenze e di irresponsabili atti critici, determinando quasi un effetto emulazione per gli altri detenuti violenti. Aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro gli agenti, così come le risse ed i tentati suicidi, sono purtroppo all’ordine del giorno”.

Anche Leo Beneduci dell’Osapp interviene sulla questione: “Si tratta dell’ennesimo episodio che mostra le condizioni di vita in carcere. Poggioreale non fa eccezione, anzi è tra i luoghi con le peggiori condizioni detentive e di lavoro del personale penitenziario, sul territorio nazionale”.

Questa mattina la visita della parlamentare di Fi Patriarca - Una fotografia di Poggioreale l’ha scattata proprio questa mattina la deputata di Forza Italia, Annarita Patriarca, componente dell’ufficio di presidenza di Montecitorio e membro della commissione Giustizia, a conclusione della visita nell’ambito del progetto ‘Estate in carcere’: “Su una capienza teorica di 1.600 posti (ridotti però a 1.300 per la chiusura per lavori di un padiglione che riaprirà non prima di tre anni) ci sono 2.056 detenuti di cui circa 800 in custodia cautelare. Molte celle hanno fino a 9 letti. Di fatto, a Poggioreale ci sono oltre 700 detenuti in più del consentito”. Alla visita hanno preso parte, tra gli altri, anche il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, e il presidente della Camera penale di Torre Annunziata, Renato D’Antuono.

“Presenti 2.056 reclusi a fronte di una capienza di 1.600” - “La questione delle strutture detentive in Campania e, più in generale in Italia - ha affermato Patriarca - rappresenta un tema di grande rilevanza che richiede un approccio equilibrato tra le esigenze di sicurezza e il rispetto della dignità umana. Le strutture penitenziarie del nostro Paese affrontano sfide complesse, tra cui il sovraffollamento, la carenza di personale e condizioni che spesso non rispettano gli standard minimi di vivibilità”. “È necessario, dunque, - ha continuato - affrontare queste problematiche con un piano strategico a cui il nostro partito è in grado, come ha dimostrato in queste settimane il segretario nazionale Antonio Tajani, di offrire proposte e idee importanti su cui discutere con gli alleati”.

Oltre 250 detenuti tossicodipendenti - Sul sovraffollamento, la deputata ricorda che nel Sert di Poggioreale “sono ospitati 250 detenuti tossicodipendenti su un totale di 600 reclusi nell’intera struttura”. “Si tratta di numeri imponenti - conclude Patriarca - che rappresentano uno dei primi banchi di prova per il Dl Carceri, recentemente approvato, che può contribuire a decongestionare i padiglioni”.