di Ciro Troise
Corriere del Mezzogiorno, 16 aprile 2026
Qualche ora tra gli ultimi, i detenuti del carcere di Poggioreale per portare la propria esperienza dentro il progetto “Pensieri di libertà” promosso dal dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Campania Luigi Vanvitelli. Nessun commento sul suo futuro o sull’interesse della Nazionale ma uno sguardo umano molto intenso con le risposte sia agli studenti che a rappresentanti dei detenuti dei padiglioni Firenze, Milano e Genova. Antonio Conte è partito dalla sua infanzia, quando giocava sui campi della periferia di Lecce con suo padre insieme ad altri coetanei che avevano talento, voglia di emergere e c’erano le sirene della strada da cui non farsi ammaliare, poi ha spesso usato il calcio come metafora della vita per dirla alla Jean Paul Sartre. Nel suo credo calcistico, la resilienza, la capacità di non mollare mai, di non farsi abbattere dalle difficoltà rappresentano dei valori solidi, Conte ne ha parlato creando un legame anche con l’esperienza dei detenuti.
“Il fallimento non è qualcosa da rimuovere ma da attraversare” è uno dei concetti più significativi perché interiorizzare il percorso è fondamentale per avere una consapevolezza diversa e non ripetere gli errori. Ad una domanda sul significato della parola vittoria, ha ricordato il nome di sua figlia proprio per testimoniare il valore profondo che gli attribuisce non come soddisfazione effimera ma per il cammino da compiere. “Vincere si costruisce nel tempo, attraverso il lavoro quotidiano”, ha testimoniato così il valore del sacrificio per portare a casa il successo, una ragione di vita, una missione che, infatti, poi condiziona anche le sconfitte.
La vittoria s’insegue attraverso la disciplina, un valore cardine del pensiero di Conte perché forma le condizioni per avere continuità, un paradigma indispensabile dell’avventura sportiva. L’ha individuata come la risorsa che gli ha consentito di avere successo sia come calciatore che da allenatore, mentre altri, pur dotati di talento, si sono fermati proprio perché nei momenti più complessi non hanno avuto la forza per superare quelle fasi in cui ogni scelta pesa di più. Conte ha portato la sua esperienza, lo status, il modo di guidare una squadra che racconta anche nel suo libro e trova traccia anche nelle due stagioni al Napoli. Mancano ancora sei partite e Conte vuole disciplina e continuità anche in questo rush finale per portare a casa il secondo posto e la soddisfazione di confermare il ruolo di principale avversaria dell’Inter, dopo lo scudetto vinto nella scorsa stagione.
Sabato al Maradona arriverà la Lazio, in tribuna potrebbe esserci anche il presidente De Laurentiis che nei prossimi giorni dovrebbe rientrare da Los Angeles. Ieri intanto si è tenuta la prima udienza al Tribunale di Roma riguardo al presunto reato di falso in bilancio, l’avvocato del club di De Laurentiis Lorenzo Contrada ha eccepito una nullità assoluta del decreto che ha disposto il giudizio, il 20 novembre scorso, e tutti gli atti successivi per mancata notifica sollecitando la remissione degli atti al Gup. Una richiesta ritenuta fondata dal pm Lorenzo Del Giudice, sulla quale ci sarà la decisione del Tribunale il prossimo 20 maggio, il processo quindi potrebbe finire nelle mani di un altro Gup.











