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di Giulio Baffi

La Repubblica, 15 maggio 2024

“Le voci di dentro”, prima serie radiofonica registrata nel carcere di Nisida, curata da Putéca Celidònia e dedicata alle tante “lezioni di vita” di Eduardo De Filippo. Sei puntate, ognuna dura circa 20 minuti, una piccola serie preziosa per verità ed emozione che sarà mandata in onda da Rai 3 alle 22 del 24 maggio, omaggio di compleanno per il grande padre del teatro italiano che ai giovani a rischio della sua città dedicò il suo primo discorso di senatore a vita. Presentato al presidente Sergio Mattarella riaffermando così il valore sociale e culturale del teatro e di questo progetto in linea con l’art. 27 della Costituzione sul principio di rieducazione della pena, l’intero ciclo e sarà poi riascoltabile e scaricabile in podcast sulla piattaforma RaiPlay Sound.

Queste voci “di dentro” emozionano, affascinano, incuriosiscono, recitano verità e le fanno misteriosa dichiarazione da cui filtra il disagio di chi deve scoprirsi attraverso il teatro che non gli appartiene, ed è una conquista nuova. Sono quelle dei giovani che hanno partecipato al progetto in inverno, quelle di un “dentro” fisico e di un “dentro” metafisico, mentale, teatrale, nel cuore, nella mente. È il dentro dei giovani che vivono nel carcere minorile di Nisida. E il dentro del teatro che si prova a tirare fuori quel che forse fa bene se lo si vive insieme, il dentro del teatro di Puteca Celidonia, realtà artistica giovane e già ben forte, a fare progetti a a proporli, realizzandoli poi con passione e fatica.

E c’è l’insieme che vince, scommessa impossibile, sfida di lavoro che vede in collaborazione virtuosa la compagnia e la Fondazione De Filippo, il Teatro Nazionale, il Ministero della Cultura, la Regione e il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno, Rai Radio3, a costruire la trasmissione, il podcast che risentiremmo mille volte tanto è ben fatto, e ricco di emozione e verità che può essere recita o confessione, forza o pudica debolezza, racconto di una sconfitta diventata vittoria collettiva nel nome di Eduardo, ombra lunga e nume tutelare del teatro.

“Il lavoro ha cercato di inquadrare la figura di Eduardo lontano da ogni oleografia, luoghi comuni e giudizi superficiali” sottolinea presentandolo Annamaria Sapienza, docente dell’Università di Salerno e referente scientifico del progetto: la serie prende linfa dalle opere e dal pensiero di Eduardo, continuamente evocati come punto di riferimento artistico e umano tra i ragazzi, gli educatori, le guardie carcerarie dell’istituto, insieme agli esperti scientifici del progetto e agli operatori artistici del laboratorio.

Frutto di un lavoro di indagine sul campo e di una successiva riscrittura di situazioni e momenti particolari, il laboratorio prima, e quindi ora il podcast, riscrive i temi della famiglia, dell’amicizia, della società, del gruppo, del lavoro, della devianza e della necessità di studiare, insiti nella drammaturgia eduardiana, “laboratorio di costruzione e di investimento umano, esperienza sperimentale che riqualifica il luogo carcere che accoglie il teatro e lo trasforma costruendone un flusso di coscienza, un archivio disordinato di emozioni affidato alle voci di chi vi ha preso parte”, lo definisce Emanuele D’Errico, attore, regista e drammaturgo della Celidonia, che lo firma insieme a tutti quelli che hanno creduto a questa esemplare fatica collettiva: Fabrizio, Manuele, Mattia, Maurizio, Obed, e con loro Marialuisa Diletta Bosso, Dario Rea, Teresa Raiano, Clara Bocchino, Claudio Di Palma e Giuseppe Lavalle, e Tommy Grieco che ne ha curato il montaggio lavorando mirabilmente alle musiche e all’intenso colore del saund design.

E a tutti, dal direttore dell’Ipm Gianluca Guida, agli educatori capitanati da Paolo Spada, ai giovani che vi hanno partecipato, al corpo di Polizia Penitenziaria, a Roberto Andò direttore del Teatro Nazionale, a Tommaso De Filippo presidente della fondazione De Filippo, a Antonio Audino di Rai3, il merito di essere ancora una volta gruppo per un incontro d’eccezione che potrà dare nuovi spunti e invenzioni nel nome di Eduardo De Filippo.